Sei in Chi Siamo ›› LINEE GUIDA PER L’ATTIVITÀ DELL'APRE NEL BIENNIO 2019-20*

LINEE GUIDA PER L’ATTIVITÀ DELL'APRE NEL BIENNIO 2019-20*

 

 

Marzo 2019


La finalità prima dell’APRE è quella di favorire lo sviluppo e l’internazionalizzazione del sistema di R&S&I italiano, da conseguire in particolare attraverso la partecipazione ai programmi dell’Unione Europea. Per realizzare appieno il suo mandato e affrontare al meglio le nuove sfide con cui dovranno misurarsi la ricerca e l’innovazione italiana nel contesto europeo, nei prossimi anni l’APRE è chiamata a realizzare uno sforzo di adattamento di obiettivi e priorità e di consolidamento della propria capacità operativa, sviluppando entrambi a partire dalle solide basi costruite finora.

Il biennio 2019-20 può essere considerato un periodo di transizione e di adattamento, che potrà essere caratterizzato da: qualche incertezza per quanto riguarda la programmazione, il finanziamento e la governance della R&I italiana; le novità emergenti della politica europea di R&I, con il passaggio da Horizon 2020 al programma successivo Horizon Europe, e le problematiche legate alla gestazione di quest’ultimo; la prevedibile contrazione del portafoglio progetti dell’Agenzia, in conseguenza della normale ciclicità del Programma Quadro e della sensibile riduzione dei bandi relativi a progetti consoni alla missione dell’APRE; e più in generale le necessità di consolidamento e di adeguamento dell’APRE in relazione al perseguimento dei suoi obiettivi e all’evoluzione del contesto italiano ed europeo.

In questo quadro sarà utile prestare attenzione ai cambiamenti politico-istituzionali in atto in Italia e in Europa, e ai loro possibili effetti sulla governance del sistema italiano di R&I e sui rapporti tra la ricerca italiana e quella europea.

 

 

La ricerca italiana in Europa. Per realizzare più compiutamente i suoi obiettivi – in linea con gli orientamenti nazionali e in presenza di un sistema di Ricerca e Innovazione notevolmente sotto-dimensionato rispetto a quelli dei maggiori paesi europei – l’APRE ritiene di dover puntare in particolar modo su:


  • una rinnovata attenzione alla componente ‘innovazione’ e al rafforzamento della     collaborazione industria / università / ricerca;                                                        
  • l’identificazione di un più ampio spettro di soggetti potenzialmente in grado di beneficiare della partecipazione ai programmi europei;                                             
  • la fornitura di un servizio di accompagnamento, assistenza e formazione rivolto ai proponenti, che contribuisca a un miglioramento del tasso di successo;                   
  • il perseguimento di complementarietà tra strumenti e sinergie tra soggetti, che permettano di sfruttare più efficacemente i vantaggi derivanti da massa critica e effetto-sistema, networking e diffusione di best practice. 

 

 

Capacitàitaliane e prioritàeuropee. La misura e l’effetto della partecipazione italiana ai programmi europei dipendono anche dal grado di corrispondenza tra capacità nazionali e priorità europee. Nel corso dei prossimi mesi verranno definiti a Bruxelles i contenuti e le modalità di partecipazione di Horizon Europe, e successivamente i piani strategici e i programmi di lavoro volti alla realizzazione di quel programma. L’APRE dovrà continuare a collaborare con le istanze istituzionali e con i rappresentanti nazionali per far si che i protagonisti del sistema ricerca italiano trovino in quei programmi il massimo riscontro possibile in linea con le loro aspettative. Questo impegno risulterà efficace nella misura in cui l’APRE continuerà a proporsi come piattaforma attraverso cui i protagonisti della R&I italiana possano confrontarsi e convergere verso la formulazione di posizioni comuni, entro un quadro strategico condiviso.

 

 

Verso Horizon Europe. Nel corso dei prossimi due anni l’APRE sarà impegnata sia in relazione al lancio degli ultimi bandi di Horizon 2020, sia sul fronte delle attività preparatorie in vista del lancio di Horizon Europe. Queste ultime saranno particolarmente importanti per attrezzare la comunità italiana di R&I in modo che possa cogliere appieno le opportunità del futuro programma; e anche per determinare la condizioni che consentano all’APRE di espletare al meglio la sua missione nei prossimi anni.

 

 

Gamma e qualitàdei servizi. Corrisponde alla vocazione primaria dell’APRE conciliare la capacità di servizio nei confronti degli organismi associati con quella rivolta all’insieme dei soggetti italiani. L’una e l’altra possono guadagnare in efficacia se sapranno diventare più mirata la prima e più puntuale la seconda, anche in virtù di un rafforzamento delle competenze, nel quadro di un consolidamento della sostenibilità economica dell’APRE.

 

 

Sostenibilità economica. In assenza di finanziamenti provenienti da fonti istituzionali, pur nel rispetto della sua vocazione di servizio pubblico l’APRE deve imperativamente assicurare la propria sostenibilità economica. Questa si basa, oltre che sulle quote associative, anche sulla partecipazione a progetti europei conformi al suo mandato statutario e sulla fornitura di servizi a pagamento. Questi ultimi, oggi secondari, potrebbero essere sviluppati.

 

 

Rilevanza, rappresentatività egovernance. La vocazione di servizio al paese e di supporto istituzionale va riaffermata anche attraverso il consolidamento del rapporto privilegiato con il MIUR, e attraverso lo sviluppo di rapporti di collaborazione con altri soggetti istituzionali, in Italia come a livello europeo. L’APRE sarà tanto più credibile quanto più saprà essere rappresentativa dell’insieme del sistema italiano di R&S&I; e per questo dovrebbe puntare sia a fidelizzare i soci esistenti sia ad acquisirne di nuovi, con particolare attenzione ai protagonisti della ricerca industriale, attualmente sotto-rappresentati nella composizione dell’Associazione. Anche allo scopo di migliorare la rappresentatività, la funzionalità e l’efficacia dell’APRE, è importante valorizzare il ruolo strategico del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico, con funzioni di  analisi strategica e proposta il secondo e di indirizzo generale e monitoraggio il primo.

 

 

 

OBIETTIVI E PRIORITÀ

 

Valorizzare il sistema italiano di R&S&I in Europa facendo emergere nuove potenzialità

  • Contribuire a migliorare la partecipazione e il tasso di successo dei proponenti, anche attraverso interventi dedicati.

  • Allargare la base di partecipazione coinvolgendo nuovi soggetti, a partire dall’identificazione dei loro bisogni e delle loro potenzialità, promuovendo il nesso ricerca/innovazione e favorendo la collaborazione tra università, centri di ricerca e industria.

  • Sollecitare un rinnovato interesse per i programmi europei da parte di potenziali proponenti - grandi e piccoli, industriali e non - in relazione ai loro obiettivi strategici e alle priorità del sistema paese.

  • Puntare prioritariamente sui settori in cui è più marcato il divario tra il patrimonio italiano di competenze e il tasso di partecipazione / di successo.
  • Promuovere una più forte presenza degli attori italiani nell’ambito delle reti, delle piattaforme e dei gruppi di lavoro europei.

  • Estendere la collaborazione con le regioni - in primo luogo quelle del sud - e le realtà territoriali attive nella R&S&I, per stimolare la loro partecipazione ai programmi europei, anche favorendo le sinergie tra Programma Quadro, fondi strutturali e altri programmi e strumenti finanziari.

  • Valorizzare il ruolo dei National Contact Point come tramiti della diffusione dell’informazione e dell’assistenza agli operatori.

  • Riconsiderare il ruolo e la performance degli sportelli regionali, in rapporto alla loro vocazione di strumenti di informazione, supporto e aggregazione degli operatori, anche valorizzando le sinergie con l’insieme dei soci presenti sul territorio.

 

Promuovere una migliore corrispondenza tra capacitàitaliane e prioritàeuropee

  • Sistematizzare e aggiornare periodicamente l’analisi quantitativa e qualitativa della partecipazione italiana al Programma Quadro e del suo impatto, in collaborazione con gli interlocutori istituzionali, i rappresentanti nazionali nei comitati di programma e i soci.

  • Contribuire, in collaborazione con i rappresentanti nazionali, all’identificazione di temi e priorità di interesse italiano, in vista della preparazione dei programmi di lavoro del PQ.

  • Promuovere l’APRE quale piattaforma di confronto e di condivisione a livello nazionale, incrementando i momenti di dialogo strutturato con gli stakeholder, per esplorare e far emergere visioni, interessi e aspettative che possano tradursi in posizioni del sistema paese.

  • Contribuire alla preparazione del prossimo PQ, anche attraverso la produzione di analisi e valutazioni che, stimolando il coinvolgimento degli stakeholders, possano supportare la formulazione delle priorità italiane.

  • Continuare a interagire con i soggetti istituzionali - in primo luogo il MIUR, la Rappresentanza italiana presso l’UE e la Commissione - sintetizzando e veicolando le aspettative degli stakeholder nazionali rispetto alle priorità del prossimo programma, e contribuire a fare in modo che vengano prese in conto nell’ambito del negoziato su Horizon Europe.

  • Stimolare l’interazione tra i principali referenti istituzionali italiani (Ministeri, Autorità regionali, altre PA, etc), al fine di veicolare in maniera il più possibile univoca le priorità del sistema paese presso le istituzioni europee in vista di Horizon Europe.

 

Preparare la comunitàitaliana di R&I al prossimo Programma Quadro

  • Operare affinché permanga nel prossimo PQ la funzione di informazione e sostegno ai partecipanti potenziali, e assicurare che APRE sia confermata nel suo ruolo di ‘host’ degli NCP (o analogo strumento).

  • Attivarsi per un tempestivo lancio delle reti NCP fin dai primissimi mesi di Horizon Europe, al fine di disporre di strumenti di supporto agli stakeholders europei che siano operativi durante la fase critica di avvio del programma.

  • Diffondere tempestivamente la conoscenza dei contenuti e delle modalità di partecipazione di Horizon Europe, con particolare riguardo agli elementi di novità: EIC, missions, strumenti finanziari, ecc.

  • Esercitare un ruolo pro-attivo rispetto alla formulazione della “Programmazione Strategica” e al processo di preparazione dei primi Programmi di Lavoro del nuovo PQ.

  • Attrezzarsi per accompagnare il lancio di Horizon Europe con iniziative pubbliche, campagne di sensibilizzazione, attività di formazione e interventi mirati.

  • Puntare in particolar modo sull’attività di formazione, privilegiando le tematiche nuove o meno conosciute, anche facendo ricorso ove opportuno all’apporto di competenze esterne.

 

Affinare la gamma e la qualitàdei servizi destinati ai soci e ai proponenti

  • Assicurare la raccolta, la diffusione sistematica e l’amplificazione delle informazioni provenienti da Bruxelles.

  • Rafforzare la capacità di offrire assistenza mirata ai proponenti potenziali - dall’identificazione delle opportunità, alla ricerca partner, alla formulazione del progetto - utilizzando appieno il ruolo dei National Contact Point e di eventuali apporti esterni.

  • Continuare a sviluppare il dialogo bilaterale e la collaborazione con i soci, al fine di individuare le loro esigenze e soddisfarle attraverso servizi mirati da definire congiuntamente, tenendo conto delle varie tipologie di soci e delle specificità di ciascuno.

  • Consolidare l’offerta di servizi rivolti agli associati e le attività congiunte, da customizzare quando possibile, per meglio rispondere alle loro esigenze, anche attraverso visite dedicate, attività di formazione, supporto per la ricerca partners, networking tra soggetti omogenei o complementari, gruppi di lavoro tematici, webinar, occasioni di coordinamento a livello territoriale, attività di concertazione finalizzate alla preparazione di progetti o alla pre-valutazione delle proposte.

  • Prestare particolare attenzione alle residue opportunità legate all’ultimo periodo di programmazione di Horizon 2020, dalla formulazione dei Programmi di Lavoro 2020, al lancio dei relativi bandi, al sostegno ai proponenti.

  • Aumentare la visibilità dell’APRE presso gli interlocutori istituzionali, gli stakeholder e i destinatari attuali e potenziali dei suoi servizi, attraverso un potenziamento dell’attività di comunicazione, sia per quanto riguarda la divulgazione delle opportunità europee, sia come strumento di valorizzazione delle attività dell’APRE.

  • Sviluppare le risorse umane dell’APRE, attraverso la valorizzazione delle competenze esistenti e la formazione mirata dello staff, in particolare dei più giovani.

  • Valorizzare il ruolo e l’attività dell’Ufficio APRE di Bruxelles e migliorarne la visibilità e l’accesso da parte dei soci e dell’insieme degli operatori interessati.

  

 

 

Assicurare la sostenibilitàeconomica dell’APRE nel quadro delle sue finalità

  • Mettere a frutto l’esperienza di networking e la capacità progettuale dell’APRE, focalizzandola sulle attività che meglio corrispondono ai suoi scopi statutari.

  • Migliorare l’equilibrio tra le fonti di finanziamento, aumentando il peso specifico dei contributi associativi e preparando il terreno per un potenziamento dei servizi a pagamento.

  • Individuare possibili servizi da proporre a pagamento o a costi ripartiti - sia a livello nazionale che articolati localmente appoggiandosi agli sportelli regionali; definire i relativi contenuti, le modalità di erogazione e le tariffe in modo da distinguere in maniera trasparente questi servizi da quelli forniti ai soci e da quelli messi gratuitamente a disposizione dei proponenti potenziali.

  • Accrescere la cultura e la capacità di offerta di servizi all’innovazione da parte dell’APRE, per poter rispondere al meglio all’evoluzione del nuovo programma verso contenuti sempre più legati all’innovazione.

  • Attrezzarsi per cogliere le opportunità che potrebbero presentarsi in relazione al previsto rafforzamento delle attività relative alla valorizzazione dei risultati in Horizon Europe.

  • Promuovere la vocazione internazionale dell’APRE attraverso forme di collaborazione con soggetti di paesi terzi e attività di assistenza e di formazione rivolte a organismi con finalità analoghe o in collaborazione con essi.

  • Far fronte al calo dell’attività progettuale e dei relativi introiti, previsto negli anni a cavallo tra i due programmi settennali, anche attraverso l’identificazione di occasioni di finanziamento al di fuori del Programma Quadro, purché in linea con la missione dell’APRE.

  • Rafforzare e promuovere il ruolo dell’APRE quale ‘organismo di assistenza tecnica’ volto a migliorare le competenze delle PA - in particolare delle autorità regionali - in vista di una loro maggiore e più qualificata partecipazione ai bandi del prossimo ciclo settennale.
  • Avviare una riflessione su una possibile modifica statutaria volta a introdurre una differenziazione fra quote associative in relazione alle diverse tipologie di servizi fruibili.

 

 

 

Migliorare larilevanza, larappresentativitàe la governance dell’APRE

  • Accrescere la rappresentatività dell’APRE e la sua copertura del sistema R&S&I italiano, attraverso l’acquisizione di nuovi soci ordinari (con particolare attenzione alla ricerca industriale) e sostenitori (incluso l’eventuale upgrading di soci ordinari).
  • Consolidare il rapporto privilegiato di stimolo e di supporto con il MIUR, da formalizzare attraverso il rinnovo del protocollo d’intesa, e da alimentare anche attraverso un dialogo costante e la partecipazione di un suo rappresentante ai lavori del Consiglio Direttivo.
  • Affermare il ruolo dell’APRE come interlocutore, supporto e punto di raccordo dei soggetti istituzionali rilevanti, sia in Italia a livello nazionale (MIUR, MAECI, MISE, MISA, ISS, MIBAC, MIPAAFT, Difesa) e a livello regionale, sia in Europa (varie DG della Commissione, PE, CES, CdR, RPUE, GIURI, ...), anche utilizzando al meglio l’Ufficio di Bruxelles.
  • Ampliare ulteriormente la gamma degli intelocutori istituzionali, anche per meglio riflettere la crescente natura multi-disciplinare, il nesso ricerca/innovazione e l’attenzione per l’impatto economico delle attività di ricerca a livello europeo.
  • Continuare a valorizzare il ruolo degli organi statutari, e in particolar modo la funzione di analisi strategica e di proposta propria del Comitato Tecnico Scientifico, e la funzione di indirizzo generale e di monitoraggio affidata al Consiglio Direttivo.

 

 

 

 

*Gli orientamenti generali illustrati in questo documento saranno tradotti in attività operative che verranno specificate e quantificate in un piano di lavoro dettagliato