Intelligenza artificiale: esperti ed incontri per i Soci industriali APRE - APRE
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Intelligenza artificiale e regolamentazione europea, ricerca e applicazioni industriali, rischi e opportunità, finanziamenti europei e Horizon Europe: tutti elementi del percorso che APRE ha organizzato per i suoi Soci provenienti dal settore industriale per i quali l’Agenzia organizza momenti di confronto e approfondimento su temi di loro interesse che possono avere un impatto sulle loro attività di ricerca e innovazione.

Da un confronto con i Soci APRE circa bisogni da soddisfare e supporto atteso, il tema dell’Intelligenza Artificiale (IA) è risultato impellente. Ciò a maggior ragione alla luce del regolamento che la Commissione europea ha proposto il 21 aprile 2021 con l’obiettivo di istituire un quadro di riferimento per normare il mercato dell’Unione europea affinché i sistemi di IA immessi sul mercato e utilizzati nell’UE siano sicuri e conformi ai diritti fondamentali e ai valori dell’Unione.

Il nuovo Regolamento è di prioritario interesse per tutto il settore della ricerca, sia pubblica che privata, tanto per le ricadute trasversali che presenta quanto per le sue applicazioni e interazioni con gli aspetti di etica e privacy, già evidenti in Horizon Europe, che comportano nuove procedure per la gestione o l’immissione sul mercato di nuovi prodotti. 

APRE ha dunque avviato uno scambio di opinioni e punti di vista con i Soci sull’impatto che la normativa ha relativamente alle attività di ricerca e innovazione, inclusi gli aspetti di privacy ed etica, e allo sfruttamento dei risultati della ricerca.

“Intelligenza Artificiale: a che punto siamo?”

L’iniziativa ha preso il via con l’incontro “Intelligenza Artificiale: a che punto siamo? lo scorso ottobre con un approccio “set the scene” e tenendo conto del contesto presente in quel momento sul tema in continua e accelerata evoluzione. 

La grande diffusione dei prodotti di Intelligenza Artificiale (IA) generativa ha portato da poco alla conoscenza del grande pubblico le tecnologie dell’IA e le sue potenzialità più visibili e manifeste con maggiore forza rispetto al passato. Al tempo stesso, si sono fatti più frequenti gli appelli di diverso tipo, provenienti anche dal mondo scientifico, che mettono in guardia sui potenziali rischi “esistenziali” posti all’umanità dallo sviluppo tecnologico delle IA. 

Ma cos’è davvero l’Intelligenza Artificiale (o le intelligenze artificiali)? Come sta cambiando e come cambierà “il modo in cui lavoriamo, impariamo, ci spostiamo, ci curiamo e comunichiamo”? Come si stanno organizzando nella corsa a questa tecnologia i grandi attori globali (Stati Uniti e Cina in primo luogo) sia statali che privati?  

I Soci APRE hanno potuto rispondere a queste ed altre domande con Emanuela Girardi, fondatrice e presidente di Pop AI (Popular Artificial Intelligence), che ha illustrato la storia e il contesto geopolitico dell’IA ponendo le basi per un confronto tra i Soci e l’avvio del percorso.

Intelligenza artificiale: scenari futuri per capirne gli impatti

Il secondo incontro è avvenuto nell’ambito della Conferenza annuale APRE 2023, in cui l’Agenzia ha organizzato per i Soci industriali l’APREspaceIntelligenza artificiale: scenari futuri per capirne gli impatti”: un workshop volto ad esplorare e analizzare i possibili impatti sulla società delle tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale (IA).  

Il workshop ha guidato i partecipanti verso una riflessione sulle implicazioni potenziali delle tecnologie basate sui sistemi di IA in vari settori della società che potrebbero essere influenzati da queste innovazioni. 

Il workshop, progettato e facilitato da Livia Di Bernardini (responsabile per APRE dell’iniziativa europea FORGING) e Diego Coglitore (Team tematico APRE – Cluster 4 Digital, Industry & Space), ha adottato un approccio metodologico basato sul foresight, una strategia prospettica che si concentra sull’anticipazione e sull’elaborazione di possibili scenari futuri. Il foresight si distingue per la sua capacità di facilitare un’esplorazione strutturata del futuro, consentendo di identificare e analizzare tendenze emergenti, sviluppi tecnologici e potenziali discontinuità. Questo approccio è particolarmente adatto per facilitare riflessioni su tecnologie emergenti o che non abbiano ancora raggiunto un alto livello di maturità tecnologica (o TRL – Technology Readiness Level) delle quali non si ha quindi certezza degli effetti sul mercato, l’industria e la società.

In particolare, l’analisi di scenario è stata incentrata su due momenti principali: l’identificazione dei segnali e la costruzione degli scenari futuri

Nella prima fase, i partecipanti hanno identificato collaborativamente alcuni segnali di cambiamento legati all’impiego di tecnologie di IA che ritenevano rilevanti per i settori politico, economico, sociale, tecnologico, ambientale e culturale.  

Nella seconda parte, i partecipanti sono stati invitati ad immaginare come i segnali selezionati avrebbero potuto manifestarsi pienamente in un orizzonte temporale più lontano prendendo come anno di riferimento il 2050. Sulla base di questi, hanno poi definito dei possibili scenari futuri.

Le testimonianze dei Soci

I Soci coinvolti nell’APREspace hanno colto con entusiasmo questo incontro. Di seguito alcune testimonianze:  

“Ritengo che il percorso sulle tematiche inerenti alla diffusione dell’IA sia impostato in modo da consentire utili approfondimenti sulle questioni di applicazione e sviluppo della stessa. Tale approccio si arricchisce anche di un doppio percorso che deriva da un confronto con esperti della materia e da un vivace talk con i Soci. La possibilità di avere un’interlocuzione qualificata, in grado di fornire scenari visualizzati da chi ha un contatto più vicino al tema permette un focus sulla materia che apre a considerazioni secondo nuove prospettive. Dai momenti di incontro in cui realtà diverse entrano in contatto, ne scaturisce un interessante mix di punti di vista, esperienze ed analisi. Sicuramente nascono maggiori interazioni nel confronto tra soci che evidenziano maggiori affinità per settori tematici di lavoro ma si scoprono anche nuovi orizzonti nell’ascolto di quegli ambiti meno vicini ma che fanno scoprire nuove potenzialità dell’IA in territori non sospetti”. Domenico Stocchi, Funding & Business Development Manager presso Ecor International – partecipante all’APREspace 

“Il workshop organizzato da APRE sull’intelligenza artificiale è stata un’ottima opportunità per riflettere sugli impatti economici, sociali, ambientali e tecnologici che l’AI avrà nella nostra società nel medio-lungo termine. Durante l’evento sono state individuate numerose opportunità, ma anche diversi rischi concreti legati all’etica, alla distribuzione del lavoro e alla sostenibilità ambientale. Tali rischi potranno essere mitigati non solo attraverso l’attuazione di politiche europee e nazionali, ma anche grazie al contributo della ricerca e dell’innovazione. In particolare, la ricerca nell’ambito di Horizon Europe potrà esplorare nuovi modelli di governance e di business, miglioramenti tecnologici e di processo volti a garantire un’implementazione etica e sostenibile dell’intelligenza artificiale”. Margherita Cioffi, Head of R&D and Special Projects presso RINA – partecipante all’APREspace.

In sintesi, l’incontro ha permesso di delineare un panorama ricco di possibilità, ma anche consapevole delle complessità che l’adozione di tali tecnologie comporta, rappresentando un’ottima opportunità di confronto sul futuro dell’Intelligenza Artificiale. La discussione ha sottolineato l’importanza di un approccio responsabile che consideri le innovazioni legate all’IA tenendo conto delle relative questioni etiche e sociali, evidenziando il ruolo cruciale del dialogo continuo tra i diversi stakeholder coinvolti. 

Simili approcci diventano sempre più imprescindibili per stimolare una riflessione profonda e inclusiva sul futuro delle tecnologie che possa contribuire alle strategie avvenire in modo informato e innovativo.

Intelligenza artificiale: cosa sta facendo l’Unione europea?

APRE ha atteso che le istituzioni europee concordassero a inizio 2024 la versione finale dell’Artificial Intelligence Act, il primo quadro normativo comune per regolare le tecnologie dell’intelligenza artificiale all’interno dell’Unione europea, per poter organizzare il terzo incontro. L’AI Act stabilisce obblighi per fornitori e utenti molto diversi a seconda del differente livello di rischio nei vari ambiti di applicazione delle tecnologie dell’IA.

Cosa prevede l’AI Act europeo? Come devono prepararsi aziende, mondo della ricerca, consumatori e cittadini all’entrata in vigore della legge? La legge europea potrebbe costituire un modello per le legislazioni di altri Paesi, come in parte accaduto nel caso delle normative sulla protezione dei dati (e.g. GDPR)? 

Proveremo a rispondere a queste ed altre domande con Lucilla Sioli, Direttrice per l’Intelligenza artificiale e l’industria digitale presso la direzione generale CONNECT della Commissione europea.

Con questa serie di incontri, i soci industriali APRE avranno modo di sciogliere i loro dubbi e arricchire la propria cassetta degli attrezzi di nuovi strumenti per affrontare il binomio Intelligenza Artificiale-Ricerca& Innovazione, sia nel quadro europeo che extra-UE.

I tre incontri sono parte della programmazione annuale per i Soci, in cui si alternano momenti di confronto e approfondimento su temi dell’agenda politica dell’UE di grande interesse e impatto per gli attori industriali associati ad APRE, ad altri volti a favorire la crescita delle conoscenze nei settori della progettazione Horizon Europe e della Ricerca e Innovazione europea nonché lo scambio di buone pratiche e visioni all’interno della rete dei soci.

Questo articolo è tratto da APREmagazine n. 24 di marzo/2024

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