Open access, come è andata in H2020 e cosa prevede Horizon Europe - APRE

La Commissione europea ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio che ha monitorato come sono stati rispettati i requisiti di open access (accesso aperto) in Horizon 2020. Lo studio dimostra che la leadership della politica della Commissione rispetto ai temi della scienza aperta ha dato i suoi frutti. Nel primo pilastro di Horizon 2020 dedicato all’Excellence Science il tasso di open access delle pubblicazioni scientifiche generata nell’ambito di Horizon 2020 è stato dell’86% con punte superiori all’88% nei temi dell’European Research Council (ERC) e delle Future and Emerging Technologies (FET).

Open access, i  dati da Horizon 2020

Dallo studio sono emersi, altri interessanti elementi:

  • Il costo medio degli article processing charges (APCs) pagati dai beneficiari per la pubblicazione di articoli open access è stato intorno ai 2200€. Valore che si porta ai 2600€ se si considerano solo le APCs degli articoli pubblicati in riviste ibride.
  • L’81.9% delle pubblicazioni open access sono state depositate in repository. Questo indica che i ricercatori hanno ben compreso le politiche correnti relative al deposito.
  • Riguardo le licenze, il 49% delle pubblicazione sono avvenute adottando una licenza Creative Commons (CC) che ne permette il riuso, mentre un 33% ha usato licenze specifiche the pone restrizioni sul text e data mining (TDM)
  • Gli archivi istituzionali hanno risposto in modo soddisfacente alla sfida di fornire un accesso FAIR alle loro pubblicazioni, modificando i processi interni ei metadati per incorporare i cambiamenti necessari: il 95% delle pubblicazioni depositate include nei propri metadati un qualche tipo di identificatore persistente (PID).
  • L’organizzazione dei dati però non è delle migliori. I dataset depositati nei repositori presentato un basso livello di conformità rispetto ai principi FAIR. Approssimativamente solo il 39% dei dataset depositati in Horizon2020 sono ricercabili e solo il 32% sono accessibili.

Insieme con lo studio, la Commissione Europea ha rilasciato l’intero dataset dello studio scaricabile liberamente.

Come cambia la politica open access con Horizon Europe

Con l’avvento di Horizon Europe la Commissione Europea ha deciso di dedicare più enfasi alle politiche adottate in materia di Open Access. I beneficiari di un progetto devono infatti garantire l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione tra pari (peer review scientific pubblication) relative a i loro risultati. In particolare, devono assicurare che

1) al momento della pubblicazione una copia elettronica machine readable della versione pubblicata o il manoscritto finale sottoposto a revisione ed accettato per la pubblicazione (post print senza grafica editoriale della rivista) sia preservata all’interno di un trusted repository

2) sia garantito accesso aperto immediato alla stessa attribuendole l’ultima versione disponibile di Creative Commons Attribution International Licenza Pubblica (CC BY) o una licenza con diritti equivalenti. Inoltre informazioni addizionali devono essere fornite tramite il repository nel quale si è deciso di depositale l’articolo, su qualsiasi risultato della ricerca o qualsiasi altro strumento necessari per convalidare le conclusioni della pubblicazione scientifica.

Altra novità rispetto ad Horizon 2020, è la possibilità di rendicontare i costi di eventuali APC (article processing charge) sostenuti dal beneficiario, solo se la rivista su cui si pubblica è full open access. In questo modo vengono tagliate fuori tutte le riviste Ibride, che descrivono un modello di pubblicazione in cui alcuni articoli sono resi disponibili apertamente, dietro pagamento di un addebito (APC), mentre altri articoli rimangono ad accesso chiuso (dietro paywall) e la rivista nel suo insieme è basata su abbonamento. La scelta è stata adottata per evitare il fastidioso fenomeno del double dipping che si riferisce ai casi in cui un editore vende i propri servizi a un autore (l’autore paga l’accesso aperto) e contemporaneamente vende il prodotto finale alle biblioteche (un abbonamento) a cui lo stesso autore magari afferisce. In questo caso si sta pagando per un prodotto che dovrebbe già essere gratuito.

Last but not least, la Commissione europea ha adottato una piattaforma di pubblicazione Open Research Europe che offrirà ai beneficiari di Horizon 2020 e di Horizon Europe la possibilità di usufruire di una sede di pubblicazione di alta qualità soggetta a peer-review ad accesso aperto e gratuito sia durante che dopo la fine delle sovvenzioni, cosa che non solo aiuterà i beneficiari a rispettare gli obblighi in materia di accesso aperto, ma incentiverà ulteriormente le preprint e la peer-review aperta.

E per i dati?

La politica open access applicata alle pubblicazioni scientifica si estende anche ai dati. Le disposizioni giuridiche nelle convenzioni di sovvenzione rafforzeranno i diritti e gli obblighi di accesso aperto. Una gestione responsabile dei dati della ricerca per fare in modo che siano reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili (FAIR). I dati saranno resi «quanto più aperti possibile, ma potranno rimanere inaccessibili in funzione delle esigenze», a salvaguardia di legittimi interessi o vincoli.

Per consentire a terzi di verificare o convalidare le pubblicazioni è tuttavia necessario garantire l’accesso ai prodotti della ricerca. Anche in questo caso, gli step chiave saranno quelli di preservare i dati attraverso il deposito in un trusted repository e poi provvedere alla loro apertura. I dati però saranno gestiti attraverso lo sviluppo di un data management plan, che sarà abbozzato già in fase di sviluppo della proposta per poi essere pienamente implementato come deliverable – di solito – entro il sesto mese dall’inizio del progetto.

Torna su