Quante facce ha la co-creazione. Dall’apertura della scienza alla valorizzazione, l'evoluzione nelle politiche R&I - APRE

Raccogliendo passaggi evolutivi e lezioni apprese dal suo predecessore Horizon 2020, il nuovo programma quadro Horizon Europe sancisce la centralità della co-creazione come “metodo” di lavoro nella ricerca e innovazione europea, sin dalle sue prime fasi. Dal processo di co-design del Piano strategico (2019) all’operatività nelle proposte – di co-creazione si parla nella sezione Excellence, paragrafo 1.2 del nuovissimo template – passando per le cinque Mission, la “co-creazione” sembra rappresentare la sintesi terminologica di una serie di importanti cambiamenti nel modo di disegnare, implementare e accompagnare la scienza nella società, e viceversa.

Partendo dalle solide basi dell’esperienza Swafs – Science with and for Society, il programma che in Horizon 2020 aveva investito per operazionalizzare i principi RRI – Responsible Research and Innovation a beneficio dell’intera comunità scientifica, Horizon Europe assume come necessaria la trasversalità degli approcci co-creativi, per garantire alle politiche europee di ricerca e innovazione democraticità ma anche sostenibilità sociale ed economica. In una parola, impatto. Dall’apertura del processo alla valorizzazione dell’investimento le politiche europee R&I sembrano non poter più fare a meno della co-creazione. L’evoluzione in tal senso nei documenti di policy ci aiuta a tracciarne i “perché”.

Apertura chiama co-creazione. Co-creazione chiama qualità e fiducia

A partire dalla “Strategia delle 3 O”, delineata nel 2016 dall’allora Commissario europeo alla ricerca e all’innovazione, Carlos Moedas, la co-creazione è entrata in modo sempre più pervasivo e “operativo” nelle politiche e nei programmi di finanziamento. Il rapporto tra co-creazione e open innovation è reso esplicito nell’affermare una visione di innovazione che non sia più risultato di attività prestabilite e isolate ma piuttosto di un processo complesso che coinvolge necessariamente flussi molteplici di conoscenza, lungo l’intero spettro socioeconomico.

Dall’affermazione della necessità di aprire non solo i risultati della ricerca, attraverso l’open access, ma l’intero processo di produzione scientifica alla partecipazione diretta dei cittadini attraverso la così detta citizen science, sono derivate nel tempo una serie di indicazioni e sperimentazioni che costituiscono oggi una solida base di partenza per chi si avvicina al Programma Quadro. Questo si traduce in un’esplicita richiesta nel template per la presentazione delle proposte, precisamente nel capitolo dedicato all’Eccellenza scientifica.

Il coinvolgimento attivo dei cittadini e della società nella visione della Commissione europea ha infatti il potenziale di migliorare la ricerca e i suoi risultati, allineandone gli obiettivi con bisogni, valori ed aspettative sociali e al tempo stesso di rinforzare la fiducia nella scienza, incrementando l’alfabetizzazione scientifica.

Mission R&I, lavorare su ciò che è rilevante

L’ormai celebre approccio Mission-oriented, introdotto dal Rapporto Lamy (2017) ed elaborato dal rapporto Mazzucato (2019), mette al centro il principio di co-creazione in collegamento con la necessità politica di mobilitare e coinvolgere direttamente i cittadini per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi, riconosciuti come prioritari e urgenti dalla società stessa. Questo approccio ha portato alla definizione delle cinque Mission che ben conosciamo in Horizon Europe e su cui ci prepariamo a lavorare: Cancro; Adattamento al cambiamento climatico, compresa la trasformazione della società; Oceani, mari, acque costiere e interne sani; Città climaticamente neutre e intelligenti; Cibo e terreni sani. Già utilizzato in fase di identificazione, l’approccio di co-creazione accompagnerà l’intero ciclo di progettazione e implementazione, monitoraggio del risultato e comunicazione delle Mission stesse.

Co-creare per valorizzare i risultati della scienza

Ad aprile si è svolta la prima EU Knowledge Valorisation Week 2021 con sottotitolo “Far sì che i risultati di ricerca e innovazione contribuiscano a un’Europa più resiliente e sostenibile”. L’evento si riferisce alla politica di valorizzazione della Commissione europea, che include il coinvolgimento dei cittadini tra le misure orientate a favorire l’adozione delle soluzioni innovative, per garantire impatto sociale. Le politiche di valorizzazione pongono l’enfasi sull’incontro tra domanda sociale, città e comunità locali in primis, e offerta tecnologica in collegamento con il trasferimento di conoscenza. Seguendo questo approccio, la valorizzazione sarà obiettivo dell’intero Programma Quadro, nel contesto della duplice transizione “verde e digitale” che esso accompagna, sottolineando proprio la necessità di coinvolgere i cittadini in fase di agenda setting e di raccolta dati per averne di più appropriati e utili alla definizione di policy e di soluzioni efficaci. Ampia rilevanza viene perciò riconosciuta agli spazi di co-creazione e innovazione sociale nelle città e nei territori.

Il trasformare la ricerca e innovazione europea in benefici per l’intera società è del resto priorità assoluta per la Commissaria Mariya Gabriel come dichiarato, tra le altre occasioni, in una sua recente intervista a Nature nel presentare la sua visione dell’ERA – European Research Area da qui ai prossimi sette anni.

“Co-creare politiche con le persone al centro per un’Europa migliore”, i risultati del progetto SISCODE

In questo contesto, il compito per ricercatori e innovatori si fa decisamente complesso ma avvincente. Il progetto SISCODE – finanziato in Horizon 2020, nel programma “Swafs – topic – Integrating Society in Science and Innovation – An approach to co-creation” ha sviluppato interessanti e composite chiavi metodologiche e strumenti pratici per la comunità R&I alle soglie di Horizon Europe.

I risultati Siscode sono presentati e discussi nell’evento finale “Co-creating human-centered policies – for a better Europe” che ha visto la  comunità R&I e gli stakeholder coinvolti in cinque giornate di confronto e lavoro  (dal 3 al 7 maggio)-

Il contenuto di questo articolo si ispira al lavoro svolto proprio nel contesto del progetto SiSCODE, di cui APRE è partner. Tutti i risultati, approfondimenti e strumenti realizzati dal progetto sono disponibili nel sito ufficiale. 

Per approfondire

  • Open Science, Open innovation, Open to the world. A vision for Europe (Directorate-General for Research and Innovation),European Union 2016
  • Lamy P. and others “LAB – FAB – APP — Investing in the 32 APREmagazine – N.15 Aprile 2021 European future we want .Report of the independent High Level Group on maximising the impact of EU Research & Innovation Programmes “ European Commission, Directorate-General for Research and Innovation, 2017
  • Mazzuccato M., “Governing Missions in the European Union” Independent Expert Report,European Commission – Directorate-General for Research and Innovation. 2019
  • Citizen Science, Elevating Research & Innvoation Through Societal Engagement, R, Factsheet – Publication Office of the European Union, 2020
  • Valorization policies Making research results work for society : engaging citizens to accelerate use of research results to benefit all – Factheet – Publication Office of the European Union, 2020

Questo articolo è stato pubblicato in APREmagazine n. 15 di aprile 2021

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