Reporter dal Futuro: i giovani “dentro” la Ricerca e Innovazione europea - APRE

Il percorso di APRE con Agenzia Nazionale Giovani (ANG)

Si può disegnare il futuro senza i suoi abitanti? La riposta per la Commissione europea è “no”.

Le giovani generazioni devono essere attivamente coinvolte nei processi di ricerca e innovazione, non solo per ascoltare e conoscere ma per dire la loro e contribuire in ogni fase. Devono avere la possibilità di coglierne le opportunità e al tempo stesso di orientarne percorsi e impatti.

Lo ha ripetuto Jean Eriq Paquet, direttore generale, DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea alla Conferenza APRE 2020. Parlando di coinvolgimento della società nel suo complesso, il direttore ha dedicato uno spazio del suo intervento sulle Mission in Horizon Europe all’interazione con i giovani redattori del progetto Reporter dal Futuro, prima iniziativa nata dal Protocollo d’intesa siglato tra l’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) e l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE).

La collaborazione tra APRE e ANG coinvolgerà un numero sempre crescente di giovani nei processi di creazione di valore e competenza nell’ambito delle politiche europee di ricerca e innovazione, attraverso l’attivazione di processi di ascolto e interazione, andando oltre le iniziative di mera comunicazione sulle tematiche del programma quadro Horizon Europe.

“La collaborazione con APRE ci spinge a interrogarci sul reale coinvolgimento dei giovani nella ricerca e innovazione europea, tema solo apparentemente distante dai programmi che da nostra mission gestiamo per il Governo italiano, ovvero Erasmus+ capitolo Gioventù e Corpi europei di solidarietà”, ha detto la direttrice dell’Agenzia Nazionale Giovani, Lucia Abbinante intervenendo nel dibattito dell’APREmug dedicato al public engagement, in apertura della Conferenza APRE 2020.

“La nostra ottica – ha spiegato Abbinante – è coinvolgere i giovani in processi che abbiano un impatto sul cambiamento sociale e al tempo stesso diano loro l’opportunità di conoscere e formarsi, acquisendo competenze utili nello sviluppo del proprio percorso professionale e di maturazione civica, a vantaggio delle proprie comunità”.

Marco Falzetti direttore APRE ha sottolineato la centralità del coinvolgimento della società e dei giovani in particolare nella programmazione 2021-27 e più nello specifico in Horizon Europe, spiegando la visione e le ragioni dell’impegno di APRE sul tema. “ Per noi – ha detto Falzetti – è viva la volontà di dare una risposta alla richiesta sempre più impellente della Commissione europea, contribuendo al processo di comunicazione, inclusione e coinvolgimento della società in tema di politiche di ricerca e innovazione dell’Unione europea”. “Come APRE – ha specificato – abbiamo deciso di partire dai giovani per avviare un percorso di sensibilizzazione e informazione su argomenti di loro interesse, ma anche e soprattutto per sviluppare insieme a loro nuove narrative e format per avvicinare e coinvolgere i target giovanili nelle politiche e nei progetti R&I”.

Proprio l’urgenza di lavorare su linguaggi comprensibili, inclusivi e correttamente “sintonizzati” perché nativi dei target di riferimento è al centro del lavoro congiunto APRE – ANG.

“Il nostro ragionamento parte da una domanda, ovvero come far sì che i giovani siano attori attivi su ciò che li riguarda” ha raccontato nel suo intervento la direttrice ANG. “Noi siamo un’agenzia formale che ha a che fare con l’informale e non possiamo non interrogarci in prima battuta sui linguaggi per coinvolgere i giovani. Da un lato con Europeers, rete per la mobilità giovanile in Europa, lavoriamo attraverso esperienze dirette da parte di giovani che possono poi testimoniare e invitare altri a prendere l’iniziativa in un processo di trasferimento di conoscenze e competenze alla pari; dall’altro sviluppiamo nuovi linguaggi attraverso le redazioni diffuse di ANGinradio, il nostro network sui territori che coinvolge più di cento attori nella produzione di contenuti e conoscenza da veicolare presso le proprie comunità”.

Proprio attraverso l’attivazione di questi due network giovanili – Europeers e ANGinradio – ha preso vita il progetto Reporter dal Futuro, coinvolgendo i redattori e le redattrici in un racconto della Conferenza APRE 2020 attraverso i canali social propri e dell’Agenzia.

“La chiave – ha concluso la direttrice ANG – è mai passivizzare. Come soggetti abilitanti abbiamo la responsabilità di far entrare i giovani in contatto con la complessità. I giovani arrivano prima sulle cose, sono informati sui fatti e possono facilmente interagire con chi non avrebbe altrimenti opportunità di accedere alle informazioni.”

“Lavorando con i giovani – ha concluso il direttore APRE – siamo coscienti di lavorare con le fasce della società che saranno testimoni diretti di quelle innovazioni e soluzioni che la ricerca di oggi renderà disponibili e che daranno forma al domani. Lo facciamo nel solco dell’approccio R&I responsabile che la Commissione europea richiede, con ancora più forza che in passato, all’intera comunità scientifica”.

Che ne pensano i ragazzi?

Grande l’interesse riscontrato nell’interazione con il direttore Paquet e nel racconto dei giovani reporter sui canali social, durante i giorni della Conferenza. Una domanda ricorrente: come poter contribuire, nella pratica, al prossimo programma quadro Horizon Europe?

Dietro una domanda in apparenza semplice la sfida a cui lavoreremo nel percorso congiunto con ANG nei prossimi mesi. Sfida che interesserà l’intera comunità R&I i giovani stessi.

Del resto è dietro le domande semplici che si nasconde spesso il nocciolo della questione.

Lo stesso Paquet lo ha dichiarato esplicitamente in chiusura del suo intervento, rivolgendosi direttamente ai giovani: “Noi non siamo onniscienti, non abbiamo le risposte a tutto e non sempre abbiamo ragione. Sostenete il nostro lavoro ma al tempo stesso mettetelo in discussione, entrando sia nel merito delle politiche che nei metodi di implementazione proposti”. Il tema, ancora una volta, è la democrazia e la sua forma in un futuro neanche troppo lontano.

Questo articolo è stato pubblicato in APREmagazine n 14 del dicembre/2020

Torna su