L’esperienza di APRE nell’applicazione di metodologie di co-creazione attraverso un approccio multi-attore
Gli attuali sistemi alimentari generano costi ambientali, sociali e sanitari sostanziali e non riescono a fornire cibo a prezzi accessibili per diete sane a tutti (dati FAO). Questi costi non si riflettono nei prezzi di mercato, ossia non sono esternalizzati, e quindi non vengono considerati nel processo decisionale delle catene del valore alimentare. Risolvere il problema delle esternalità significa determinare i costi attuali degli alimenti e internalizzare i costi esterni nelle pratiche quotidiane. Questo può essere fatto attraverso vere e proprie pratiche di true pricing utilizzando strategie commerciali innovative che stimolano sistemi alimentari sostenibili e riducono le esternalità negative.
Il progetto FOODCoST risponde a questa sfida progettando una roadmap per strategie efficaci e sostenibili di valutazione e internalizzazione delle esternalità del sistema alimentare. Il progetto Horizon Europe si basa su un approccio multi-attore (MMA) che riunisce industria, governo, società civile e mondo accademico per garantire un dialogo continuo con gli attori rilevanti del sistema alimentare. All’interno di questo contesto, APRE, in qualità di partner di progetto e Work Package leader per la gestione della ‘Community of Practice’ e l’approccio multi-attore, ha organizzato quattro ‘Mobilization and Mutual Learning’ workshops (MMLs) su temi rilevanti.
Metodologia MML
“Gli MML sono una metodologia innovativa che prevede la collaborazione di vari stakeholders appartenenti a settori differenti, assicurando che le voci e le esperienze delle comunità locali siano incluse nel processo decisionale”.
I primi due workshops si sono svolti il 13 giugno 2024 durante l’evento “Fair food systems: internalizing environmental and social costs in the price of food”, che ha riunito oltre 50 partecipanti provenienti da tutta Europa presso lo storico Palazzo Hercolani di Bologna. L’evento è stato organizzato in stretta collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (Socio APRE).
Nella parte iniziale, cinque esperti rappresentanti della quadrupla elica (Andrea Segrè – UNIBO, Nicholas Jacobs – IPES FOOD, Luisa Crisigiovanni – ALTROCONSUMO, Daniele Rossi – COPA COGECA, Giorgio Alberani – FRUTTAGEL)hanno partecipato ad una dinamica discussione facilitata dal professor Matteo Vittuari dell’Università di Bologna, trattando temi quali l’impatto del true pricing sulle filiere alimentari, le implicazioni per i consumatori e i produttori e l’importanza cruciale di sensibilizzare e comunicare efficacemente l’argomento al pubblico. Il dialogo, arricchito dall’esperienza e dalle prospettive degli esperti, ha incluso anche il supporto artistico e visivo della sketch artist Alessandra Zaffiro, che ha riassunto i principali concetti emersi nella prima sessione attraverso il disegno dal vivo.
La prima parte istituzionale e “corale” ha dunque posto le basi per due workshop interattivi paralleli che si sono svolti successivamente.
“Beyond Price Tags: Unveiling the True Cost Label’s Potential Benefits and Drawbacks”
Organizzato dalla Aarhus Universitet e dalla Technische Hochschule Nürnberg Georg Simon Ohm, questo workshop ha utilizzato la metodologia del World Café per promuovere la partecipazione. I partecipanti hanno esaminato le sfide e il potenziale dell’utilizzo di pratiche di true pricing all’interno delle aziende alimentari, discutendo di come l’utilizzo di etichette “reali” sugli alimenti, ossia etichette che riflettano il vero costo dei prodotti includendo le esternalità negative, possano essere percepite dai consumatori e possano influenzare le loro scelte di acquisto. Dalle discussioni è emerso che l’introduzione del true pricing presenta barriere, ma soprattutto benefici: tra le barriere rientrano la difficoltà nel calcolare i prezzi reali di ogni prodotto, il rischio di ‘greenwashing’ da parte delle aziende e il problema di identificare chi è responsabile di pagare i costi “extra”; tra le potenzialità rientra invece un aumento della consapevolezza dei consumatori sulle loro spese, un maggior riconoscimento sociale della forza lavoro, e la possibilità di investire i guadagni derivanti dai prezzi reali nella trasformazione delle aziende agricole e delle filiere produttive.
Metodologia World Café
“La metodologia del World Café è un approccio partecipativo che facilita il dialogo e la co-creazione in gruppi. Si basa su discussioni informali e strutturate, organizzate in piccoli tavoli tematici in cui i partecipanti affrontano una serie di domande chiave. Dopo un momento di confronto, i partecipanti ruotano tra i tavoli, favorendo lo scambio di idee e prospettive. Le conversazioni sono sintetizzate per identificare temi emergenti, soluzioni innovative e visioni condivise. Questo metodo è ideale per stimolare la collaborazione e generare insights in contesti complessi“.
“Exploring Future Scenarios for Internalizing the True Cost of Food Systems”
Organizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Bologna, questo workshop ha avuto l’obiettivo di tracciare i percorsi futuri per l’incorporazione dei costi reali nei prezzi degli alimenti attraverso il co-sviluppo di tre scenari incentrati sulla combinazione di politiche, modelli di business e strategie per internalizzare le esternalità. Lo sviluppo di scenari è stato attuato attraverso la metodologia del “backcasting”. I partecipanti hanno lavorato in tavoli e individuato sei visioni future e percorsi per raggiungerle. Tra le visioni rientrano lo sviluppo di sistemi agricoli locali circolari, la produzione sostenibile, un’agricoltura mitigatrice del clima, la riduzione del consumo di proteine animali e il riconoscimento del vero valore dei sistemi agro ecologici. I partecipanti hanno discusso anche gli ostacoli che impediscono il raggiungimento di questi obiettivi e le opportunità da cogliere: tra gli ostacoli ci sono le carenze di dati, la resistenza dell’industria della carne e dei produttori, l’opposizione politica e i costi elevati associati alle pratiche sostenibili; le opportunità invece includono lo sfruttamento delle politiche dell’UE, come la nuova Politica Agricola (PAC), l’avanzamento delle innovazioni tecnologiche legate all’energia sostenibile e alla digitalizzazione, la promozione di iniziative di sensibilizzazione e il finanziamento della ricerca.
Metodologia Backcasting
“La metodologia del backcasting è un approccio strategico che parte dalla definizione di un obiettivo futuro desiderato e lavora a ritroso per identificare i passi necessari per raggiungerlo. Diversamente dalla previsione tradizionale, che si basa sulle tendenze attuali, il backcasting incoraggia i partecipanti a immaginare soluzioni innovative e sostenibili per superare le sfide esistenti. Questo metodo è particolarmente utile in contesti complessi, come la sostenibilità, dove è necessario pianificare cambiamenti significativi a lungo termine”.
Due ulteriori workshops si sono svolti online nell’autunno 2024. Per affrontare due sessioni di co-creazione e co-progettazione online APRE ha utilizzato Framework Interattivo di Co-Creazione con il tool “Miro” che ha facilitato la partecipazione attiva dei partecipanti durante i due momenti.
“Transforming food systems: addressing business models and lock-ins for the internalization of externalities”
Organizzato dalla Université catholique de Louvain e la Universidad de Almerìa, il workshop ha fatto luce su vari modelli di business e sul loro ruolo nel processo di internalizzazione delle esternalità (IOE) rivelando che, nonostante le politiche pubbliche di sostegno e gli impegni delle imprese agroalimentari per migliorare l’impatto sociale e ambientale, l’adozione di strategie IOE incontra ostacoli sostanziali, limitando il passaggio a pratiche sostenibili su scala. Attraverso esercizi interattivi e dinamici, gli stakeholders appartenenti al mondo accademico e industriale, hanno avuto la possibilità di esprimere il loro punto di vista riguardo le barriere all’implementazione di strategie IOE e fornire raccomandazioni su specifici modelli di business che potrebbero meritare ulteriori studi in futuro e permettere di integrare meglio le esternalità nel sistema alimentare.
“How much does sustainable feed cost?”
L’ultimo workshop del 2024 è stato organizzato dal Research Institute of Agricultural Economics in Ungheria. Durante la sessione sono stati condivisi i risultati del progetto sulla produzione e l’uso della soia per mangimi in Ungheria ed è stato sottolineato come l’uso dei prodotti della soia di alta qualità per l’alimentazione dei suini può contribuire alla sostenibilità del settore zootecnico riducendo l’impatto ambientale e le emissioni. Dall’attività di co-creazione con gli stakeholders è emerso che la formulazione dei mangimi rappresenta una fase chiave per esplorare il valore della soia in termini di contenuto proteico e contributo alla sostenibilità, e che la disponibilità a pagare per i semi di soia ad alto contenuto proteico e coltivati localmente è maggiore rispetto a quelli non geneticamente modificati.
Nel complesso, i workshops non solo hanno favorito una ricca discussione, ma hanno anche ispirato collaborazione e innovazione, aprendo la strada a nuovi approcci per realizzare sistemi alimentari più equi attraverso la determinazione dei prezzi reali. La distribuzione in piccoli tavoli, la contaminazione dei saperi e l’incrocio delle esperienze di ognuno, ha dato vita a discussioni stimolanti per i partecipanti, i quali hanno manifestato l’interesse a prendere parte ad attività simili in futuro.
I workshops hanno infine posto le basi per l’organizzazione di un altro ciclo di eventi che si terrà durante il 2025, nonché per un proseguimento efficace del progetto FOODCoST nei prossimi due anni.
Questo articolo è tratto da APREmagazine n. 26 di febbraio/2025
