Strategia Europea per le Università, ambizioni per l’università del futuro - APRE

La Commissione europea lavora a una Strategia per le Università europee. Obiettivo: rafforzare il sistema universitario mobilitando risorse politiche e finanziarie. Tre gli assi di intervento: digitalizzazione, cooperazione transazionale e valori comuni.

A un anno dal lancio di Horizon Europe, continua la spinta riformatrice avviata con il nuovo Programma Quadro. L’ambizione è accompagnare alle nuove risorse una revisione dell’ecosistema europeo di istruzione, ricerca e innovazione.  

La Commissione ha proposto a inizio anno un corposo pacchetto di riforme per rilanciare lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA) e avviare quello dell’istruzione (EEA). Conclusa la riforma dell’ERA, rimane da ultimare lo sviluppo della componente educativa. Cardine dell’iniziativa è la Strategia Europea per le Università.

Strategia Europea per le Università, cioè?

Si tratta di una strategia a supporto delle università. La logica è semplice: l’istruzione universitaria è un fattore strategico per il rilancio post-pandemia e la futura resilienza del continente. Contribuisce inoltre alla diffusione dei valori fondamentali europei, specialmente sul piano internazionale.  La Commissione propone quindi di mobilitare risorse politiche e finanziarie per rafforzare il sistema universitario europeo. In particolare, la Strategia si focalizza su:  

  • Sinergie tra politiche nazionali ed europee a supporto delle università; 
  • Una visione comune a livello europeo che definisca un modello di “università del futuro”; 
  • Carenze attuali del sistema universitario su cui focalizzare le politiche nazionali ed europee;  
  • Roadmap delle attività da implementare a supporto delle università.

Transizione digitale e cooperazione transnazionale: i due pilastri della Strategia

Secondo le prime anticipazioni (R&I days4th European Education Summit), la Strategia si sviluppa principalmente su due assi: digitalizzazione e cooperazione transnazionale. Trasversali le dimensioni dell’inclusione, della promozione dello stile di vita europeo e della libertà accademica.  

Sul versante digital, l’obiettivo è di accompagnare le università nella transizione digitale, costruendo sulle iniziative avviate nel corso della pandemia. La Strategia si inserisce nel framework del Digital Education Action Plan, il Piano europeo per la Digitalizzazione dell’Istruzione. Due gli assi d’intervento: 

  • La digitalizzazione delle infrastrutture universitarie, con la possibilità di seguire corsi on-line, accedere a contenuti di qualità e condividere i risultati della ricerca accademica (qui la Strategia riprende la regolamentazione europea della sfera digitale, tra cui il Digital Service Act);
  • Lo sviluppo di competenze digitali dello staff accademico e degli studenti universitari.  

Guardando invece alla cooperazione, la Strategia ambisce a  rafforzare la coesione interna e il posizionamento a livello globale. 

Rafforzare la coesione interna significa superare alcuni ostacoli che tutt’ora limitano la collaborazione tra università europee, come evidenziato dalla Commissione. Tra questi, l’assenza di un framework comune per valutare la qualità di programmi a doppio titolo e le difficoltà ad integrare gli studenti in mobilità nei programmi più strutturati. L’obiettivo è realizzare un sistema universitario pan-europeo che incentivi la mobilità e la cooperazione scientifica tra università. Su questo versante la strategia si integra con l’European Universites Initative, un progetto parallelo costruito sull’esperienza delle 41 alleanze universitarie lanciate a partire dal 2019. 

Un sistema universitario coeso internamente comporta un migliore posizionamento a livello globale. Il secondo obiettivo della Strategia è infatti rafforzare la competitività del sistema universitario europeo. Particolare attenzione all’attrattività dei talenti e all’impatto della ricerca europea sulle sfide globali. Qui la Strategia si allinea al Global approach toward R&I, il documento che definisce l’orientamento europeo nella cooperazione scientifica internazionale. La sfida è bilanciare competitività e cooperazione, specialmente sul piano delle sfide globali (e.g. cambiamento climatico) dove la collaborazione scientifica è imprescindibile.

Un percorso ancora da definire

Attualmente la Strategia è in fase di definizione. La proposta della Commissione (attesa nel primo semestre 2022) trova fondamento in tre documenti: 

  • La Comunicazione sulla Realizzazione dell’European Education Area (EEA), con cui la Commissione definisce i mezzi e le tappe per conseguire gli obiettivi dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. La Strategia per le università europee dovrebbe traslare le ambizioni della Comunicazione in misure operative pensate per il sistema universitario, contribuendo così alla creazione dell’EEA.
  • La Comunicazione sulla nuova European Research Area (ERA), recentemente adottata dal Consiglio dell’UE. La Strategia per le università andrà ad integrare le azioni incluse nell’agenda politica dell’ERA.
  • La Risoluzione sul framework strategico per la cooperazione nell’istruzione, con cui il Consiglio suggerisce la definizione di un’agenda per la trasformazione del sistema universitario (cioè la Strategia europea per le università).

Nel mese di novembre, la Commissione ha aperto una consultazione per raccogliere suggerimenti sulla Strategia. Parallelamente, ha coinvolto Stati membri, organizzazioni ombrello (tra cui l’EUA) e le 41 alleanze universitarie. Si è infatti deciso di adottare un approccio di co-design: le azioni incluse nella strategia verranno definite in stretta collaborazione con il mondo accademico. 

La Strategia è quindi ancora in fase di definizione. Tuttavia, la Commissione ha già anticipato, attraverso l’invito a presentare contributi, che: 

  • Le azioni verranno proposte nel rispetto dell’autonomia dei singoli stati membri in materia di istruzione. É quindi probabile aspettarsi un implementazione su base volontaria, come osservato nell’agenda per l’ERA; 
  • Il sistema di monitoraggio seguirà i modelli definiti nella (nuova) ERA e EEA. In particolare, la componente educativa sarà inclusa nei report previsti per l’European Education Area. La componente innovativa verrà invece monitorata attraverso gli strumenti dell’European Research Area (tra cui l’Euorpean research scoreboard).  
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