La posizione dei Paesi membri conferma l’assetto proposto dalla Commissione sul legame tra Horizon Europe e ECF
La scorsa settimana, il Consiglio ha adottato il proprio orientamento generale parziale (PGA) sul regolamento e sul programma specifico del nuovo Horizon Europe, definendo la posizione degli Stati membri su FP10 in vista del negoziato con Parlamento europeo e Commissione. L’orientamento adottato dal Consiglio – parziale perché non copre le questioni finanziarie e orizzontali, oggetto del negoziato complessivo sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) –, pur introducendo diversi emendamenti alla proposta presentata dell’esecutivo Ue lo scorso luglio, ne conferma in larga misura l’impianto complessivo, supportando l’architettura delineata per il prossimo Programma quadro.
In linea con il PGA sul Fondo europeo per la competitività (ECF) adottato a metà giugno, la posizione dei Paesi membri conferma l’assetto proposto dalla Commissione sul legame tra Horizon Europe e ECF. In particolare, i governi dei Paesi Ue sostengono un meccanismo per la definizione delle priorità di ricerca e innovazione basato sul coordinamento tra il Comitato strategico di programma di Horizon e il Comitato generale del Fondo competitività, attraverso riunioni congiunte, e confermano la posizione della Commissione di attuare le attività di R&I collaborativa del secondo pilastro di FP10, nella componente ‘competitività’, attraverso i programmi di lavoro dell’ECF.
Cosa c’è nell’accordo tra gli Stati membri sul nuovo Horizon Europe: le modifiche ai quattro pilastri
L’orientamento del Consiglio conferma la struttura di FP10 a quattro pilastri ma prevede una serie di modifiche e aggiunte. Per quanto riguarda il primo pilastro, ‘Excellent Science’, il Consiglio porta il mandato del presidente dell’European Research Council a quattro anni, e precisa che le Marie Skłodowska-Curie Actions restano fondate su ricerca bottom-up e criteri di eccellenza, con particolare enfasi sugli early-career researchers. Sul secondo pilastro, ‘Competitiveness and Society’, il testo chiarisce meglio il contenuto della parte “society” e introduce anche un principio di equilibrio tra azioni bottom-up e topic predefiniti. Nel terzo pilastro, ‘Innovation’, il Consiglio precisa che il sostegno dell’EIC a tecnologie per la difesa dovrà avvenire tramite call specifiche e non superare una quota massima – ancora da definire – del budget del terzo pilastro. Sul quarto pilastro, ‘European Research Area’, il testo introduce un nuovo processo di selezione per il sostegno alla costruzione o all’upgrade delle infrastrutture di ricerca e tecnologiche e, per il widening, introduce un approccio più orientato al progresso, alla convergenza e al possibile phasing out graduale dallo status widening.
La posizione sul priority setting di FP10
Una delle principali novità del testo di compromesso è l’introduzione di un nuovo processo formale per la definizione delle priorità, volto a rafforzare il ruolo dei Paesi membri. Questo processo prenderebbe avvio dalla raccolta, da parte della Commissione, di analisi, attività di foresight, contributi degli stakeholder e input del nuovo Osservatorio per le tecnologie emergenti. Su questa base, l’ERAC – il Comitato per lo Spazio europeo della ricerca –, che riunisce i Paesi membri in qualità di organismo consultivo, fornirebbe un parere sulle priorità strategiche di R&I. Tali indicazioni andrebbero poi a confluire nella preparazione, da parte della Commissione europea, di un documento strategico pluriennale per Horizon Europe. Secondo il testo del Consiglio, la sezione del documento relativa alla componente “competitiveness” del secondo pilastro dovrebbe essere identica alla corrispondente parte del documento strategico dell’ECF; questa sezione verrebbe discussa nell’ambito delle riunioni congiunte tra il Comitato generale dell’ECF e il Comitato strategico di programma di Horizon Europe.
Partenariati, sicurezza della ricerca e dual use
Per quanto riguarda le partnership, il Consiglio rafforza il ruolo degli Stati membri sin dalla fase di identificazione del portfolio e prevede che le aree prioritarie siano definite sulla base di orientamenti del Consiglio o dei suoi organismi consultivi. Sulla semplificazione, il testo conferma l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi, ma rende più flessibile l’uso delle lump sum e introduce valutazioni in due fasi e semplificazioni su costi del personale. Sulla sicurezza della ricerca, il Consiglio inserisce una definizione autonoma e un articolo dedicato, con possibili restrizioni di eleggibilità e controlli per proposte e azioni che sollevano rischi di sicurezza. Inoltre, il testo introduce un approccio “dual-use by design”, con call dedicate al supporto di attività di R&I a duplice utilizzo ma mantiene la possibilità di sostenere attività dual-use anche nei bandi aperti
La reazione del relatore del Parlamento per FP10
Christian Ehler, relatore del Parlamento europeo per il regolamento di Horizon Europe e co-relatore per ECF, ha condiviso un commento in cui ha accolto positivamente l’approvazione del PGA su FP10 da parte del Consiglio. Tuttavia, ha espresso preoccupazione su due aspetti: la rimozione dei riferimenti alla libertà della ricerca scientifica, su cui ha chiesto un chiarimento politico, e il trasferimento della programmazione del Pilastro II alla governance dell’ECF, ritenuto un errore strategico che rischia di subordinare le priorità di R&I. Nel suo commento, l’eurodeputato ha criticato una tendenza crescente alla centralizzazione del potere nella burocrazia, a scapito di ricercatori e innovatori, avvertendo che ciò potrebbe compromettere la qualità dei programmi e l’autonomia della ricerca.
Maggiori informazioni
MFF 2028-2034: Council agrees its position on Horizon Europe, the new and ambitious framework programme for research and innovation – Consiglio dell’Ue
Partial general agreement on the regulation establishing Horizon Europe – Consiglio dell’Ue
Partial general agreement on the Council decision on the specific programme implementing Horizon Europe – Consiglio dell’Ue
