La presidenza irlandese discute FP10 con la Commissione ITRE - APRE
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Il ministro Lawless prova a rassicurare il Parlamento: il prossimo Horizon Europe non sarà subordinato a ECF

Il 1° settembre, in occasione della riunione della Commissione ITRE del Parlamento europeo, si è tenuto uno scambio di opinioni con James Lawless, ministro irlandese per l’Istruzione superiore, la ricerca, l’innovazione e la scienza. L’incontro, dedicato alle priorità della Presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue, si è concentrato soprattutto sul negoziato relativo al prossimo Horizon Europe, sul rapporto tra FP10 e il Fondo europeo per la competitività e sulla necessità di arrivare in tempi rapidi alla definizione della programmazione 2028-2034.

Le priorità della Presidenza irlandese per FP10

Lawless ha indicato l’avanzamento del negoziato su FP10 tra le principali priorità della Presidenza irlandese. Secondo il ministro, l’accordo generale parziale (PGA) adottato dal Consiglio a giugno rafforza il principio di eccellenza, il ruolo e l’indipendenza dello European Research Council, il sostegno ai ricercatori nelle fasi iniziali della carriera e la collaborazione transnazionale. Il testo punta inoltre ad ampliare il ruolo dello European Innovation Council, ridurre gli oneri amministrativi e sostenere la capacità di ricerca dei Paesi con prestazioni meno avanzate, mantenendo l’eccellenza come principio guida.

Sul rapporto con il Fondo europeo per la competitività, Lawless ha sottolineato che l’obiettivo del Consiglio non è subordinare la ricerca e l’innovazione alla politica industriale, ma ridurre la frammentazione lungo il percorso che va dalla ricerca fondamentale alla diffusione sul mercato. Le attività collaborative di ricerca e innovazione del secondo pilastro continuerebbero quindi a essere parte di FP10 e a seguire le regole di Horizon Europe, pur mantenendo un collegamento con la programmazione dell’ECF.

Ehler: evitare la subordinazione di FP10 al Fondo competitività

Christian Ehler (PPE, Germania), relatore del Parlamento europeo per il regolamento di FP10 e correlatore per l’ECF, ha espresso preoccupazione per il rischio che il secondo pilastro venga sottoposto alla governance del Fondo competitività. Secondo l’eurodeputato, le numerose ambizioni attribuite all’ECF potrebbero determinare una progressiva riduzione delle risorse destinate alla ricerca e all’innovazione. Ehler ha inoltre evidenziato l’assenza, nella posizione del Consiglio, di un riferimento sufficientemente operativo alla libertà accademica. Nella sua risposta, Lawless ha ribadito che FP10 ed ECF dovranno essere complementari, senza che il Programma quadro venga subordinato alla politica industriale. Il ministro ha anche richiamato l’esigenza di preservare un equilibrio tra priorità strategiche e ricerca bottom-up, assicurando ai ricercatori una maggiore libertà nella definizione delle soluzioni.

Bilancio, ricerca di frontiera e semplificazione tra le priorità del Parlamento

Anche gli altri eurodeputati intervenuti hanno richiamato i principali nodi del negoziato. Lina Gálvez (S&D, Spagna) ha chiesto di preservare il carattere bottom-up e basato sull’eccellenza di FP10, rafforzando al tempo stesso gli obiettivi in materia di uguaglianza di genere. Anna Zalewska (ECR, Polonia) ha sottolineato la necessità di migliorare il monitoraggio del Programma e ridurre il divario di innovazione tra gli Stati membri. Barry Andrews (Renew, Irlanda) ha chiesto di accelerare il negoziato e proteggere gli obiettivi di ricerca e innovazione del secondo pilastro, mentre Ville Niinistö (Verdi, Finlandia) ha richiamato la necessità di un bilancio adeguato, di una maggiore tutela della ricerca di frontiera e di procedure più semplici per ricercatori e imprese.

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