L’Italia al Consiglio Ricerca: due comitati distinti per FP10 e Fondo Competitività - APRE
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Il dibattito in Consiglio su FP10, Fondo competitività e la loro governance

A fine febbraio si è riunito a Bruxelles il Consiglio Competitività nelle sue due configurazioni, “Mercato interno e Industria” e “Ricerca”, segnando un passaggio importante nel negoziato dedicato al futuro Horizon Europe (FP10) e al nuovo Fondo europeo per la competitività (ECF). Nel primo, i ministri dei paesi Ue competenti per imprese e politiche industriali hanno tenuto un dibattito politico sul Fondo competitività. Nel secondo, i ministri europei della R&I hanno svolto una discussione sul nuovo Horizon e un dibattito sui meccanismi decisionali e di priority setting di FP10.

L’obiettivo della presidenza cipriota è arrivare entro giugno all’adozione di un orientamento generale parziale (PGA) – che definirà la posizione dei Paesi membri in vista del successivo confronto con Parlamento europeo e Commissione – per entrambi i dossier legislativi. Le due formazioni del Consiglio “Competitività” torneranno a riunirsi a fine maggio – 28 maggio “Mercato interno e industria” e 29 maggio “Ricerca” –, appuntamento che segnerà un passaggio cruciale per il consolidamento delle posizioni negoziali.

Il dibattito su FP10 tra i Paesi membri e le priorità italiane

Nel Consiglio “Ricerca”, i ministri hanno svolto un approfondito dibattito politico sullo stato dei lavori relativi a FP10, concentrandosi in particolare sulle regole di partecipazione e disseminazione e sul Programma specifico di Horizon. La presidenza cipriota ha invitato gli Stati membri a fornire indicazioni politiche chiare per determinare quali elementi del dossier siano già sufficientemente maturi per essere inclusi nel PGA del Consiglio di maggio e quali, invece, richiedano ulteriori discussioni. Nel dibattito è emersa un’ampia richiesta di semplificazione amministrativa, di continuità del principio di eccellenza e di un migliore coordinamento tra FP10 ed ECF, pur preservando l’autonomia della ricerca europea. Nel suo intervento, la delegazione italiana ha rimarcato l’esigenza di una semplificazione amministrativa reale, accompagnata da definizioni più chiare di valore aggiunto europeo ed eccellenza, ed enfatizzato la necessità di includere le tecnologie a duplice utilizzo in maniera regolata e trasparente. L’Italia, inoltre, ha insistito con forza sulla distinzione tra le funzioni di Horizon Europe, orientate alla ricerca e innovazione, e quelle dell’ECF, centrate sulla scala industriale e azioni di deployment.

La posizione dell’Italia al Consiglio Ricerca: due comitati distinti per FP10 e ECF

Nel punto “varie” dell’ordine del giorno, alcune delegazioni nazionali – tra cui Spagna, Austria, Ungheria, Lituania, Portogallo e Slovenia – hanno richiamato l’attenzione dei ministri sulla questione della governance di FP10, evidenziando la necessità di garantire un meccanismo di definizione delle priorità ben strutturato e un processo decisionale coerente, soprattutto nel rapporto tra il Programma quadro e il nuovo ECF. A questo proposito, la delegazione italiana ha enfatizzato che è necessario garantire l’indipendenza della ricerca dal mercato e, nonostante il dibattito interno a livello nazionale sia ancora in corso, ha precisato di essere orientata verso l’opzione che prevede un unico programma di lavoro per ciascuna policy window dove convergerà quanto deciso da due separati comitati di programma – uno per ECF e uno per FP10 – ciascuno responsabile per l’attuazione delle rispettive priorità e della propria quota di budget, ma con le stesse prerogative di voto e il medesimo peso decisionale.

Gli orientamenti dei Paesi membri sul Fondo competitività

Nel Consiglio “Mercato interno e industria” si è tenuta la discussione tra i Paesi membri sul nuovo ECF. La presidenza cipriota ha insistito sulla necessità di inserire in maniera solida il Fondo nel prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) e di favorire investimenti in grado di potenziare la capacità produttiva dell’Unione. Nel confronto ministeriale, si è evidenziata una forte convergenza sul bisogno di sostenere Pmi e start‑up, di rafforzare i meccanismi di scale‑up tecnologico e di creare un coordinamento più stretto con Horizon Europe. La delegazione italiana, rappresentata da Adolfo Urso, Ministro delle imprese e del Made in Italy, ha evidenziato come il nuovo ECF rappresenti un’opportunità per superare la frammentazione del passato e rafforzare l’ecosistema industriale europeo. In particolare, l’Italia ha enfatizzato che sarà necessario integrare pienamente ECF con Horizon Europe e creare una forte sinergia tra European Innovation Council e InvestEU. Infine, l’Italia ha ribadito l’importanza di sviluppare strumenti specificamente orientati allo scale‑up e di prevedere una serie di strumenti per facilitare in modo concreto l’accesso delle Pmi.

 

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