Rapporto Draghi, le raccomandazioni sul futuro Programma quadro - APRE
Seguici su

Modalità risparmio energetico

Questa schermata riduce il consumo di energia del monitor quando non sei attivo sul nostro sito.
Per riprendere la navigazione è sufficiente muovere il mouse.

Il rapporto Draghi sulla competitività europea: necessaria una riforma del Programma quadro per la R&I

All’inizio di questa settimana, è stato pubblicato l’atteso rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività dell’Unione europea, documento che informerà il lavoro della prossima Commissione europea. Il documento, di cui l’ex Presidente del Consiglio è stato incaricato da Ursula von der Leyen lo scorso autunno, delinea una serie di raccomandazioni per rafforzare la competitività europea. In particolare, Mario Draghi presenta nel documento una serie di misure volte a colmare il deficit di innovazione con gli Stati Uniti e la Cina.

Tra le altre cose, il rapporto si concentra sulla necessità di riformare il prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP10), presentando alcune proposte per affrontare le sfide principali dell’Unione europea in ambito tecnologico e scientifico.

La riforma del Programma quadro

Innanzitutto, secondo il rapporto, il Programma quadro dovrebbe essere riorientato su un numero ridotto di aree prioritarie comuni, da ridefinire sulla base delle priorità strategiche della Commissione europea. Il budget del nuovo Programma quadro – continua il rapporto – dovrebbe essere gestito in maniera più razionale ed efficiente, nonché essere duplicato fino a raggiungere la cifra di 200 miliardi per il suo periodo di sette anni. Il documento raccomanda anche che la governance del successore di Horizon Europe venga gestita da project manager con esperienza nell’innovazione di frontiera e suggerisce di semplificare i processi e ridurre il carico amministrativo per i proponenti.

Il rapporto, inoltre, suggerisce di destinare una maggiore quota del bilancio del successore di Horizon Europe a sostenere progetti ad alto rischio e con alto potenziale tecnologico. A tal fine, lo EIC Pathfinder dovrebbe essere riformato sul modello dell’ARPA statunitense. In particolare, lo EIC dovrebbe essere maggiormente indipendente nei processi di selezione e di gestione dei progetti: gli scienziati dovrebbero avere un ruolo centrale nella selezione dei progetti, mentre la loro implementazione andrebbe gestita da un maggiore numero di esperti indipendenti di alto profilo. Inoltre, il documento raccomanda di ridurre gli oneri amministrativi, migliorare l’approccio collaborativo dei progetti, promuovere maggiormente le sinergie con altre iniziative a supporto dell’innovazione indipendente e supportare anche progetti a doppio utilizzo (civile-militare) o triplo utilizzo (che collegano innovazione, difesa e sostenibilità).

Il rapporto, notando come la scarsità di finanziamenti abbia limitato la capacità di supportare tutte le proposte eccellenti dello ERC, propone un raddoppiamento dei suoi finanziamenti per fornire maggiore supporto alla ricerca fondamentale, così come la creazione dello “ERC for Institutions” (ERC-I), un nuovo programma volto a fornire le risorse necessarie alle istituzioni accademiche per sviluppare e consolidare le loro attività di ricerca. Inoltre, per attrarre i migliori talenti accademici a livello globale, il documento suggerisce – nell’ambito dello ERC – l’istituzione della posizione dello “EU Chair”: un ricercatore di livello mondiale che, formalmente assunto come ufficiale europeo, sarà coinvolto direttamente nello sviluppo delle istituzioni di ricerca dell’Unione.

Maggiori informazioni

EU competitiveness: Looking ahead – Commissione europea

The future of European competitiveness – Part A | A competitiveness strategy for Europe

The future of European competitiveness –  Part B | In-depth analysis and recommendations

Torna su