La Commissione europea propone un nuovo bilancio post-2027, sollevando dubbi sul futuro di FP10.
Oggi, la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione che definisce i principali orientamenti del prossimo Quadro finanziario pluriennale. Il documento propone una struttura per il prossimo budget a lungo termine dell’Ue molto differente da quella attuale, alimentando i dubbi rispetto al futuro Programma quadro.
A luglio la proposta per il bilancio Ue post-2027
Il documento, dal titolo The road to the next multiannual financial framework, delinea innanzitutto le principali sfide politiche a cui il budget dovrà far fronte e che limitano la competitività dell’Ue, come la competizione con i rivali internazionali, il mercato energetico e le minacce alla sicurezza europea. Sulla base di ciò, lenfatizza la necessità di rendere il budget post-2027 meno complesso, più mirato e con maggiore impatto, proponendo una struttura rivoluzionaria e molto differente da quella attuale. Il documento, infine, delinea i prossimi passi per la preparazione della proposta dell’esecutivo europeo: successivamente a dialoghi con i Paesi membri, consultazioni pubbliche e al rapporto d’iniziativa del Parlamento europeo sul tema, la Commissione presenterà la sua proposta a luglio di quest’anno. Con la comunicazione, inoltre, l’esecutivo europeo ha lanciato una serie di consultazioni pubbliche sul futuro budget dell’Ue e su politiche e settori che dovrebbe sostenere rivolte a cittadini e stakeholder.
Lo status quo non è un’opzione, dice la Commissione
La comunicazione della Commissione pone le basi per una struttura del QFP molto differente rispetto all’attuale. Il prossimo bilancio – sostiene la comunicazione – dovrà affrontare complessità, debolezze e rigidità attualmente presenti, massimizzando l’impatto dei fondi e focalizzandosi sulle priorità. La comunicazione delinea quindi i principali aspetti del prossimo bilancio: un piano per ciascun Paese membro con riforme e investimenti chiave, che farà da base a una politica di coesione rafforzata; un Fondo europeo per la competitività, che definisca capacità di investimento a supporto di settori e tecnologie strategici per la competitività dell’Ue, che includa ricerca e innovazione; un finanziamento per l’azione esterna, maggiormente allineato agli interessi strategici Ue; Garanzie per la protezione dello Stato di diritto; Entrate rafforzate e modernizzate per garantire un finanziamento sostenibile alle priorità dell’Ue.
FP10 nel prossimo Fondo per la competitività?
Dalla comunicazione emerge l’effettiva volontà dei servizi dell’esecutivo europeo responsabili della definizione del budget di sostituire gli attuali numerosi programmi di finanziamento europei con tre fondi unificati più semplici e flessibili. I finanziamenti per la ricerca e l’innovazione potrebbero quindi confluire all’interno di un più massiccio Fondo europeo per la competitività. Questo solleva ulteriori dubbi sul futuro di FP10 e sul suo eventuale funzionamento.
La reazione degli stakeholder europei della R&I
Un gruppo di organizzazioni europee della R&I – tra cui EARTO, Science Europe, European Roundtable on Industry e diverse associazioni universitarie – ha pubblicato uno statement congiunto in risposta alla comunicazione della Commissione europea, ribadendo la centralità della ricerca e innovazione nell’economia europea e sottolineando la necessità di un Programma Quadro indipendente per la R&I. Le organizzazioni firmatarie chiedono un’azione incisiva a livello europeo per rafforzare l’eccellenza nella R&I attraverso una collaborazione più strutturata tra tutti gli attori del settore. A tal fine, avanzano tre richieste chiave: un Programma Quadro europeo solido e dedicato alla R&I, in grado di sostenere l’intero ciclo della ricerca e innovazione, dalla ricerca di base alla commercializzazione, promuovendo la collaborazione interdisciplinare, intersettoriale e il consolidamento dello Spazio europeo della ricerca; un aumento significativo del bilancio, con oltre 200 miliardi di euro destinati alla R&I, riconoscendo il settore come una leva strategica per affrontare le sfide globali e cogliere nuove opportunità; semplificazione delle procedure e maggiore attrattività del programma, attraverso il miglioramento del quadro normativo e la riduzione degli oneri amministrativi, per consentire a ricercatori e innovatori di concentrarsi su idee di eccellenza e soluzioni concrete.
Le dichiarazioni di Parlamento e Commissione alla conferenza di Science Business
La scorsa settimana, si è tenuta la conferenza annuale di Science Business, che ha avuto come tema principale il ruolo della R&I nel mandato della nuova Commissione europea e il futuro del Programma quadro. In una delle sessioni dell’evento, l’eurodeputato Christian Ehler, in relazione all’ipotesi che i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione possano essere inglobati in un fondo per la competitività, ha affermato che, nella futura programmazione europea, ci sarà spazio per un Programma quadro per la R&I indipendente. In una sessione differente della conferenza, il direttore generale della DG RTD Marc Lemaitre, invece ha affermato di non poter confermare se FP10 sarà un programma autonomo o parte di un nuovo maxi-fondo, alimentando ulteriormente le speculazioni sulla sua struttura futura. Ha però anticipato che sono attesi grandi cambiamenti e una possibile riduzione degli attuali strumenti di finanziamento europei, supportando l’ipotesi di una semplificazione del budget in tre grandi fondi unificati avanzata dalla bozza di comunicazione della Commissione sul prossimo QFP.
Maggiori informazioni
Shaping the future of the EU together: the Commission sets out the road to the next EU long-term budget — Commissione europea
A stronger Europe through research & innovation – joint statement — CESAER, EARTO, ERT, EUA, LERU, Science Europe, The Guild
