La Commissaria per startup, ricerca e innovazione, ha risposto ai quesiti della Commissione ITRE su aspetti cruciali di FP10
La scorsa settimana, la Commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha illustrato alla Commissione ITRE del Parlamento europeo la proposta della Commissione per il nuovo Horizon Europe. Dopo una presentazione generale della proposta, Zaharieva ha risposto anche ad alcune domande su temi chiave da parte dei parlamentari membri della Commissione.
Zaharieva presenta FP10 in Commissione ITRE: il legame tra Horizon Europe e l’ECF
Diversi eurodeputati hanno espresso preoccupazione per il rapporto tra Horizon Europe e il Fondo europeo per la competitività, in particolare riguardo alla reale autonomia di FP10. Zaharieva ha sottolineato come il collegamento tra i due programmi sarà vantaggioso per ricercatori e innovatori: Horizon continuerà a finanziare attività di ricerca e innovazione, mentre l’ECF sosterrà le fasi di deployment. La Commissaria ha inoltre evidenziato che, nella proposta della Commissione, i budget destinati all’ERC e alle MSCA risultano aumentati, e ha chiarito che anche il secondo pilastro del programma finanzierà attività di ricerca di base. Riguardo al legame tra Horizon e l’ECF, Zaharieva ha precisato che l’esecutivo Ue prevede differenze nell’organizzazione dei bandi dei due programmi e che il single rulebook non sarà un documento separato, ma costituirà un insieme armonizzato delle regole esistenti, includendo elementi comuni su aspetti come la sicurezza e l’equilibrio di genere.
I chiarimenti su dual use e moonshot
Rispondendo alle domande degli eurodeputati sulla natura a duplice utilizzo “by default” del nuovo Programma quadro, Zaharieva ha spiegato che nelle proposte progettuali non sarà richiesto di indicare potenziali applicazioni militari; tale condizione verrà specificata caso per caso nei singoli bandi di FP10. Alcuni MEP, tra cui il tedesco René Repasi, hanno osservato che questa impostazione potrebbe aumentare il carico amministrativo per i proponenti, soprattutto considerando che i progetti apertamente dual use difficilmente saranno aperti alla cooperazione con Paesi terzi. Per quanto riguarda i “moonshot”, Zaharieva ha chiarito che la Commissione non può al momento fornire ulteriori dettagli, poiché il loro finanziamento deriverà da diversi programmi. Ha spiegato che queste iniziative mirano a “pensare in grande”, sostenendo progetti ambiziosi – ad esempio nel campo dei veicoli a guida autonoma – che nessuno Stato membro sarebbe in grado di realizzare da solo.
