Verso FP10, parte il dibattito in Parlamento - APRE
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Il relatore Ehler: “troppi punti cruciali sono ancora poco chiari”

La scorsa settimana, la Commissione ITRE del Parlamento europeo ha avviato il confronto parlamentare sulle proposte della Commissione europea per FP10 (il nuovo Horizon Europe 2028–2034) e per il relativo Programma specifico. Lo scambio di opinioni è stato guidato dai relatori Christian Ehler (PPE, Germania) e René Repasi (S&D, Germania).

Il nodo principale: il rapporto tra FP10 e Fondo europeo per la competitività (ECF)

Nel corso della discussione, Ehler ha riconosciuto che l’impianto complessivo “è buono”, ma ha avvertito che la proposta è ancora incompleta: “troppi punti cruciali non sono chiari” e richiederanno interventi dei co‑legislatori per “riempire i molti spazi bianchi” del testo. Per Ehler, l’elemento più problematico è la connessione tra FP10 e il nuovo Fondo europeo per la Competitività (ECF) e, soprattutto, come sarà governato l’ECF. In aula ha sottolineato  che la proposta “non può essere implementata così com’è”: servono chiarimenti, aggiustamenti e miglioramenti sostanziali. Nel merito, Ehler ha criticato l’impostazione che collega strettamente la programmazione di FP10 alle priorità della politica industriale: a suo avviso ricerca e innovazione non dovrebbero essere ingabbiate in un approccio di controllo centrale, ma al contrario la politica industriale dovrebbe sfruttare i vantaggi competitivi prodotti dalla ricerca di eccellenza. Di conseguenza, secondo Ehler, la parte più “vicina” all’ECF – il Pilastro 2 – deve mantenere una programmazione indipendente e non essere soggetta alla comitologia dell’ECF. Ehler ha poi richiamato alcune priorità di merito: rafforzare una programmazione più agile e guidata da esperti (coinvolgendo maggiormente scienziati e innovatori nella definizione dei bandi), ripensare la ricerca collaborativa per evitare frammentazione tematica, tutelare l’indipendenza di ERC ed EIC e spingere sulla semplificazione mettendo beneficiari e partecipanti “al centro”.

Gli altri spunti dal Parlamento: focus su ecosistemi, SSH, carriere e governance

René Repasi ha condiviso gran parte delle osservazioni emerse, sottolineando che la competitività europea dipende dalla capacità di generare crescita attraverso l’innovazione e che FP10 deve mantenere un’impostazione olistica, senza trascurare la ricerca di base. Repasi ha inoltre richiamato l’importanza delle scienze sociali e umanistiche (SSH) come componente necessaria per un’innovazione “sicura” e accettabile per società e cittadini, e la centralità dell’eccellenza e dell’autonomia della valutazione tra pari, in particolare per ERC ed EIC. Dallo scambio sono emerse anche indicazioni convergenti su budget e prevedibilità, sul rafforzamento delle carriere (incluse MSCA e attenzione ai giovani ricercatori), oltre alla necessità di regole chiare su dual use e su come gestire widening e strumenti di supporto alla partecipazione.

La risposta della Commissione: nessuna “subordinazione” a ECF, ma servono ulteriori discussioni

Pauline Rouch, Direttrice del ‘Common Policy Centre’ della DG RTD, ha accolto le osservazioni su semplificazione e impostazione orientata all’impatto, ribadendo che le SSH restano un elemento orizzontale della proposta e che l’indipendenza del Consiglio scientifico dell’ERC è mantenuta. Sul rapporto FP10–ECF, la Commissione ha precisato che la proposta prevede una parte dedicata nei programmi di lavoro delle “policy windows” dell’ECF per ricerca e innovazione, con budget specifico, e che non vi sarebbe subordinazione del Programma quadro all’ECF, bensì una “connessione stretta”. Allo stesso tempo, è stato riconosciuto che saranno necessari ulteriori confronti per chiarire e spiegare meglio come dovrebbe funzionare il percorso di investimento “innovation-driven” delineato nella proposta.
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