Nel negoziato resta aperto il nodo della governance
A fine maggio si è riunito a Bruxelles il Consiglio Ricerca, durante il quale i ministri europei della ricerca e dell’innovazione avrebbero dovuto raggiungere un orientamento generale parziale sul futuro Programma quadro 2028-2034 (FP10). Nonostante i progressi compiuti nei mesi precedenti, l’accordo politico non è stato raggiunto, rinviando a giugno la definizione della posizione del Consiglio. Anche sul Fondo europeo per la competitività (ECF) i ministri competenti per il mercato interno e l’industria non hanno trovato un’intesa. In entrambi i casi, il rapporto tra FP10 ed ECF continua a rappresentare uno dei principali temi di confronto tra gli Stati membri.
Il rapporto tra FP10 e Fondo competitività resta il nodo principale
In apertura del dibattito tra i ministri, la presidenza cipriota ha evidenziato come alcune questioni politicamente sensibili continuino a ostacolare il raggiungimento di un accordo complessivo. Secondo la Presidenza, le principali criticità riguardano il processo di definizione delle priorità strategiche, l’allineamento tra FP10 ed ECF e il corretto equilibrio tra il coinvolgimento degli Stati membri e il mantenimento di una governance efficace e semplificata. Restano inoltre aperte le discussioni sul pacchetto widening e sul futuro dei partenariati europei, in particolare per quanto riguarda il grado di coinvolgimento anticipato degli Stati membri e le modalità di gestione delle risorse finanziarie.
La proposta cipriota sulla governance
In preparazione al Consiglio, la presidenza cipriota ha elaborato una proposta volta a disciplinare il rapporto tra Horizon Europe e Fondo competitività nelle procedure di definizione delle priorità strategiche. La proposta prevede un meccanismo di joint priority setting per le attività di ricerca e innovazione. Sebbene tali attività sarebbero implementate attraverso i programmi di lavoro del Fondo competitività, verrebbe garantito il coinvolgimento del Comitato strategico di Horizon Europe. In particolare, le questioni relative alla ricerca collaborativa sarebbero discusse nell’ambito di sessioni congiunte tra il Comitato generale dell’ECF e il Comitato strategico di Horizon. Le raccomandazioni formulate in queste sessioni contribuirebbero alla definizione delle priorità comuni nei rispettivi documenti strategici pluriennali. Horizon Europe e Fondo competitività manterrebbero infatti documenti distinti, ma entrambi includerebbero una sezione dedicata alle priorità condivise per la ricerca e innovazione collaborativa.
L’Italia ribadisce: due comitati separati per ECF e FP10
Nel corso del dibattito, la delegazione italiana ha sottolineato la necessità di garantire uno stretto coordinamento tra Horizon Europe e Fondo competitività, escludendo qualsiasi logica di subordinazione del Programma quadro rispetto al Fondo e ribadendo che FP10 deve mantenere una propria autonomia e identità politica. In questa prospettiva, l’Italia ha sostenuto l’importanza di rafforzare il ruolo degli Stati membri nella governance del programma, attraverso un coinvolgimento precoce e strutturato nella definizione delle priorità strategiche. La delegazione ha inoltre evidenziato la necessità che il Programma quadro disponga di un proprio comitato di programma, con una configurazione dedicata a tutte le aree di Horizon Europe, comprese le diverse policy windows. L’Italia ha poi richiamato l’attenzione sulla necessità di rendere i partenariati europei più selettivi e orientati all’impatto. Sul widening, ha evidenziato l’importanza di rafforzare la capacità di tutti gli Stati membri di contribuire all’eccellenza europea, senza ridurre il livello di ambizione scientifica del programma.
Ricerca collaborativa: Francia e Polonia propongono le “European Excellence Initiatives”
Anche la ricerca collaborativa bottom-up del secondo pilastro resta uno dei temi ancora aperti del negoziato tra gli Stati membri. In questo contesto, Francia e Polonia hanno proposto l’introduzione delle cosiddette European Excellence Initiatives, un nuovo strumento di finanziamento destinato a sostenere reti paneuropee di laboratori impegnati su temi collegati alle priorità strategiche dell’Unione europea. L’obiettivo sarebbe quello di garantire finanziamenti significativi e di lungo periodo, con cicli quinquennali, superando una logica strettamente legata ai singoli progetti. Secondo la Francia, questo approccio consentirebbe di rafforzare in modo più strutturato e duraturo i laboratori europei, sostenendo l’eccellenza scientifica e contribuendo al tempo stesso a ridurre la frammentazione del panorama della ricerca che può derivare da un sistema basato prevalentemente su su finanziamenti project based.
