Il Consiglio adotta la propria posizione sul Fondo competitività - APRE
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L'orientamento del Consiglio supporta l'assetto definito dalla Commissione sul legame Horizon-ECF

Oggi il Consiglio Affari Generali ha adottato un orientamento generale parziale (PGA) sul Fondo europeo per la competitività (ECF), che definisce la posizione dei Paesi membri sul dossier legislativo in vista del negoziato con Parlamento europeo e Commissione. Il testo di compromesso del Consiglio conferma in larga misura l’impostazione della proposta presentata dalla Commissione europea lo scorso luglio, supportando – seppur con alcuni emendamenti migliorativi – l’architettura delineata per il Fondo competitività.

In particolare, la posizione dei Paesi membri supporta l’assetto definito dalla Commissione sul legame tra Fondo Competitività e Horizon Europe, sostenendo un meccanismo di priority-setting trainato dall’ECF, ma introducendo alcune garanzie procedurali per assicurare che le prospettive della comunità di R&I siano prese in considerazione nella programmazione delle azioni di ricerca collaborativa. Inoltre, il testo sostiene la proposta di una comitologia unica per le quattro policy windows del Fondo e il secondo pilastro di FP10 – che verrebbe attuato, nella sua parte ‘competitività’, attraverso i programmi di lavoro di ECF.

Cosa c’è nell’accordo tra gli Stati membri sul Fondo competitività

L’orientamento adottato dal Consiglio – parziale perché non copre le questioni finanziarie e orizzontali, oggetto del negoziato complessivo sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) – conferma la struttura del Fondo in quattro policy windows: transizione pulita e decarbonizzazione industriale; salute, biotecnologie, agricoltura e bioeconomia; leadership digitale; resilienza e sicurezza, industria della difesa e spazio. Il testo chiarisce le sinergie tra ECF e gli altri programmi di finanziamento, tra cui Horizon, e introduce un focus specifico sulle Piccole e medie imprese (Pmi), prevedendo attenzione dedicata nei programmi di lavoro, bandi mirati e incentivi per attrarre capitale privato. L’orientamento, inoltre, rafforza il ruolo dei Paesi membri nell’implementazione del Fondo competitività.

Il priority-setting “trainato” da ECF

Sul piano della definizione delle priorità, il testo del Consiglio introduce un meccanismo trainato dal Fondo competitività ma in raccordo con Horizon Europe. Il Comitato generale dell’ECF si riunirà in via ordinaria almeno una volta l’anno, nel suo ruolo consultivo, e, quando l’agenda riguarderà questioni legate alle attività collaborative di ricerca e innovazione, si riunirà in sessione congiunta con la configurazione strategica del Comitato di Horizon Europe. Accanto alle riunioni ordinarie, il testo introduce anche riunioni strategiche del Comitato ECF, da svolgersi a inizio programmazione, prima della preparazione dei primi programmi di lavoro, e tre anni dopo l’avvio del Fondo, per formulare raccomandazioni sull’orientamento generale e sulle priorità di attuazione dell’ECF: anche queste riunioni diventeranno sessioni congiunte con il Comitato Horizon Europe per i punti relativi alla R&I collaborativa.

La comitologia per la R&I collaborativa di FP10 resta ancorata all’ECF

Sul piano della comitologia, il compromesso conferma una governance integrata per le quattro policy windows dell’ECF e per la componente di R&I collaborativa collegata alla competitività. Il documento prevede che, nelle riunioni dei comitati relativi alle policy windows in cui siano discussi punti riguardanti azioni di ricerca e innovazione, ciascun Paese possa essere rappresentato da due delegati. La soluzione consente agli Stati membri di affiancare alle competenze settoriali e industriali anche quelle specifiche della ricerca e innovazione, senza però modificare l’impianto complessivo di comitologia unica sostenuto dalla Commissione.

Il Consiglio conferma la linea della Commissione: non passa la posizione italiana

L’orientamento del Consiglio consolida l’impianto delineato dall’esecutivo europeo nella proposta di luglio, confermando un forte raccordo tra Fondo competitività e Horizon Europe sul piano del priority-setting e della governance delle attività collaborative di R&I. La posizione rappresenta una battuta d’arresto per tutte le posizioni che, nei mesi scorsi, si erano espresse a favore di una maggiore autonomia politica per Horizon Europe da ECF. In quest’ottica, non risulta accolta dal testo di compromesso la posizione dell’Italia che, nel corso dell’ultimo Consiglio Ricerca, si era espressa contro qualsiasi logica di subordinazione di Horizon al Fondo competitività e aveva evidenziato la necessità che il programma disponesse di un proprio comitato di programma, con una configurazione dedicata a tutte le aree di Horizon, comprese le diverse policy windows.

La posizione del Parlamento attesa a settembre

Una volta raggiunto un orientamento generale parziale in Consiglio anche su FP10, atteso nelle prossime settimane, il negoziato si avvicinerà alla fase di trilogo con Parlamento e Commissione. In Commissione ITRE, i relatori per Horizon Europe e Fondo competitività stanno rivedendo i rispettivi progetti di relazione alla luce degli emendamenti ricevuti: l’adozione dei documenti in Commissione ITRE è prevista per settembre, con successivo passaggio in Commissione plenaria. Christian Ehler – relatore per FP10 e co-relatore per l’ECF – ha sottolineato, in un recente intervento, la propria proposta di rafforzare la governance di Horizon attraverso due consigli di esperti indipendenti, dedicati rispettivamente a competitività europea e sfide sociali globali. Secondo Ehler, questi organi dovrebbero contribuire alla definizione dei bandi e dei programmi di lavoro, rendendo la programmazione della ricerca collaborativa più vicina all’evoluzione tecnologica e meno dipendente da logiche burocratiche. Tale posizione si pone in parziale contrasto con l’impostazione avanzata dalla Commissione e sostenuta dal Consiglio per la governance di Horizon e il rapporto con ECF.

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