La posizione delle università europee sul dual use in FP10 - APRE
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LERU, The Guild e CESAER convergono sulla necessità di preservare la natura civile di Horizon Europe

Nell’ambito del negoziato su FP10, il tema dell’integrazione della ricerca con potenziale dual use nel prossimo Programma quadro continua ad animare il dibattito. Nelle ultime settimane, LERU, The Guild e CESAER hanno pubblicato tre position paper che, pur partendo da prospettive differenti, convergono su un messaggio comune: l’apertura di FP10 alla ricerca dual use può essere perseguita solo attraverso un quadro normativo chiaro, salvaguardie adeguate e una netta distinzione tra ricerca civile e ricerca a finalità militare. Le tre organizzazioni ritengono inoltre che le attività di ricerca esclusivamente militari debbano continuare a essere finanziate attraverso strumenti dedicati.

LERU chiede una definizione giuridica chiara e salvaguardie per la collaborazione scientifica

Nel proprio advice paper, LERU concentra l’attenzione sull’ambiguità che ancora caratterizza il concetto di “ricerca con potenziale dual-use”, chiedendo alla Commissione europea di chiarire con urgenza cosa debba essere compreso in questa categoria. Secondo l’associazione, l’assenza di una definizione precisa rischia di produrre effetti rilevanti sulla governance delle università, sulla progettazione delle proposte e sulla gestione dei progetti. LERU ribadisce che la ricerca a prevalente finalità militare deve rimanere esclusa da FP10, mentre l’eventuale inclusione di attività dual use dovrà essere accompagnata da specifiche garanzie etiche, giuridiche e procedurali. Tra le raccomandazioni figurano inoltre la tutela della ricerca di frontiera, la protezione della collaborazione scientifica internazionale, il mantenimento della piena partecipazione di Regno Unito e Svizzera e un’introduzione graduale del nuovo quadro, sostenuta da strumenti europei di capacity building per rafforzare le competenze delle università in materia di controlli alle esportazioni e sicurezza della ricerca.

The Guild chiede che il dual use resti un’eccezione in un Programma quadro a carattere civile

The Guild, nel proprio documento, riconosce che l’attuale contesto geopolitico giustifica l’apertura di FP10 ad alcune attività di ricerca dual use, ma sottolinea che questa scelta non deve tradursi in una ridefinizione della natura di Horizon Europe. L’associazione propone quindi che il dual use rimanga un’eccezione rigorosamente regolata all’interno di un programma che continua a essere guidato dal principio dell’eccellenza scientifica e orientato principalmente alla ricerca civile. Tra le misure suggerite figurano un limite di spesa dedicato ai bandi dual use, una classificazione più articolata delle diverse tipologie di ricerca, orientamenti comuni europei sulla sicurezza della ricerca e un approccio proporzionato alle restrizioni sulla cooperazione internazionale. The Guild insiste inoltre sulla necessità di proteggere la ricerca di base e le attività ai livelli più bassi di maturità tecnologica e amplia il concetto di sicurezza europea, sostenendo che anche le scienze sociali, le arti e le discipline umanistiche debbano essere considerate elementi essenziali della resilienza dell’Unione.

CESAER propone una nuova architettura per distinguere ricerca civile, dual use e difesa

Con il proprio documento di posizionamento pubblicato lo scorso marzo , CESAER affronta soprattutto il tema della governance, sostenendo che l’attuale dibattito europeo utilizzi il concetto di dual use in modo eccessivamente ampio e ambiguo. L’associazione propone di distinguere nettamente tra il dual use come categoria giuridica, disciplinata dalla normativa sul controllo delle esportazioni ed il dual use come percorso strategico di sviluppo della ricerca, introducendo il concetto di “defence proximity” per definire il livello di vicinanza delle attività agli impieghi militari. Secondo CESAER, questa impostazione consentirebbe di definire con maggiore precisione quali attività debbano essere finanziate da FP10 e quali, invece, dagli strumenti dedicati alla difesa, preservando la vocazione civile del Programma quadro e favorendo al tempo stesso sinergie con il futuro European Defence Fund. Il documento propone inoltre una maggiore chiarezza nei testi dei bandi, con indicazioni preventive sugli eventuali obblighi derivanti dalla normativa export control e sostiene che le restrizioni alla collaborazione debbano aumentare progressivamente solo all’aumentare della prossimità delle attività agli obiettivi di difesa, evitando di imporre inutili adempimenti alla ricerca civile.

Maggiori informazioni

Clarifying and optimising civil, dual-use and defence research and innovation in future EU funding programmes – CESAER

The Guild urges safeguards as FP10 opens to dual-use research – The Guild

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